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The Italian Glam

Stellina aka Gioia

Stellina con lo scialle

19/05/2017|  Wonderland
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– IT –

Legge a voce alta quello che ha scritto nei suoi diari qualche ora fa, Stellina con lo scialle suona quasi come il titolo di una canzone. O di un quadro. 

Da quando si ricorda, Stellina ha sempre amato gli scialli. Quello che indossa qui, come tutti i vestiti nel suo armadio, ha una storia. Stellina indossa solo vestiti che racchiudono storie nelle loro trame, un significato, vestiti in cui ha vissuto gli attimi fuggenti della sua vita, vestiti che gli ricordano qualcosa o che la fanno sognare. Stellina ha bisogno di vestiti per sognare. E ha bisogno di sognare come ha bisogno dell’aria per respirare.

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Maria Teresa

Spring flowers

13/03/2017|  Italy
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IT: Quando l’ho chiamata il giorno otto, Maria-Teresa stava andando a Palermo. I suoi abitano nelle vicinanze quindi lei si reca in città per fare delle commissioni quasi tutti i giorni. Penso che queste uscite siano una sorta di liberazione dalla famiglia che – le è stato inculcato sin da piccola e non può prescindere da questo per quanto lo volesse – viene prima di qualsiasi altra cosa. L’ultima volta che ha provato liberarsi di loro era andata a New York e ci sarebbe rimasta per sempre se non l’avessero richiamata nel cuore della notte per dirle che papà era gravemente malato e che forse era arrivato il momento di tornare. E quando suo fratello dice forse, per lei quel forse è più importante di una bolla papale. 

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Stellina aka Gioia

Bellissime

07/03/2017|  Italy
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IT: Sono uscita di casa alle undici in punto. Sto camminando lungo l’Arno in un via trafficata, all’ombra cupa dei palazzi liberty, dall’altra parte del fiume i colori vividi delle case sbiadiscono sotto la luce accecante del sole fino a diventare bianchi. Sembra un altro mondo.

Sto pensando. La rete è una chimera. Una chimera nel cui grembo crescono tante piccole chimere. Bellissime ragazze che indossano bellissimi abiti, bellissime scarpe e bellissimi gioielli, portano bellissime borse, viaggiano in bellissime macchine, a volte in bellissimi aerei, visitano bellissimi posti, pranzano in bellissimi ristoranti, alloggiano in bellissimi alberghi, ricevono bellissimi mazzi di fiori e partecipano a bellissimi eventi. Esprimono dei bellissimi pensieri e pubblicano bellissime foto, a volte bellissimi selfie con sotto dei bellissimi messaggi e bellissimi e innumerevolissimi commenti. Un mondo bellissimo e nessun coinvolgimento, nessuna emozione, nessun sussulto. Niente. Un mondo privo di vita, un mondo finto. 

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Maria Teresa

Prima

04/02/2017|  she was here
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–  IT  –

A Maria-Teresa piace sconvolgere. Un giorno volevamo uscire. Lei si è vestita da uomo – camicia bianca, gilet di velluto, calzoni neri, un capello di Borsalino, forse rubato a papà – e io le dissi che non potevamo uscire in questa maniera. “Noi possiamo fare tutto quello che ci pare, gioia…”. La guardai a lungo mentre girava avanti e indietro per la stanza e quando mise le mani in tasca mi sembrò di avere davanti papà. 

 –  EN –

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Stellina aka Gioia

Una madre

01/02/2017|  la sua nuova casa
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– IT  –

Non doveva essere questa la storia di oggi. Dovevo raccontarvi di Maria-Teresa ma tante volte la vita prende il sopravvento e stravolge le nostre volontà.

23.01.2017, 7 pm. Il giorno è da qualche ora finito in un bagno di sangue all’orizzonte, la notte, ingannevole, ha la faccia di un amazzone. Un uomo sta viaggiando in macchina da Reggio C. verso l’interno della costa, stanco ma appagato delle cose compiute durante il giorno. Nell’abitacolo si sente ancora l’odore sterile di disinfettanti e alcol, una divisa verde giace sul sedile dietro e la macchina, affaticata anch’essa quanto lui, lo sta portando a casa da lei, tra colline dai crinali ondeggianti e il mare calmo. Mentre guida sta ripassando con la mente i momenti più importanti del lavoro svolto ed esulta. Tutto dovrebbe essere andato per il verso giusto ma prima che lui finisca il ragionamento, il telefonino suona e la voce della madre lo riporta alla realtà. “Dove sei, ddimuri?, ti ho cucinato i broccoli….”. Le stesse domande premurose da una parte, le stesse risposte monosillabiche dall’altra intanto il tempo corre come le ruote sull’asfalto.

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