Browsing Tag

The Italian Glam diaries

I Diari di Stellina

Bastardi

24/10/2017|  Versilia
bastardi storie noir stellina vestito francesco scognamiglio maria teresa gonna velluto dolce gabbana

Italiano

Maria Teresa ha un problema.

Venerdì pomeriggio è arrivata con la Frecciabianca da Roma, non avendo trovato biglietto sul volo Roma-Pisa della sera. Io aspettavo da dieci minuti e fremevo quando il treno si è fermato alla stazione e lei è scesa con una valigetta di pelle e una piccola borsa in cui teneva il necessaire di ogni donna e poco più. Era tirata in viso, molto magra rispetto a come me la ricordavo in estate e le sue mani, per quanto dicesse che lavorava, mi facevano pensare a quelle di una bambola. “Sei dimagrita” le ho detto appena l’ho abbracciata. Lei si è tirata indietro e mi ha sorriso “Stai tranquilla, non c’è niente per cui preoccuparsi”. Io invece mi preoccupavo perché sapevo dei suoi problemi con il peso e del suo buio passato da bulimica.  Ha acceso una sigaretta, fumava di nuovo, e ha chiesto dove l’avrei portata immaginandosi che, come al solito quando veniva a trovarmi, avevo ancora delle cose da sbrigare in giro. Le chiesi com’era andato il viaggio a Roma. Mi raccontò che era partita da Palermo mercoledì, papà l’aveva mandata con delle precise commissioni da fare per conto suo. Loro avevano dei contatti nella capitale e Calogero si trovava in Marocco, quindi lei era l’unica che poteva muoversi e risolvere le faccende di famiglia in questo momento. Era preoccupata, almeno io l’ho vista cosi. Dopo due giorni passati tra uffici e noiosissimi incontri di lavoro in cui non ha fatto altro che riportare le parole di papà, ha preso il primo treno per Pisa con l’intenzione di fermarsi un paio di giorni da me prima di tornare a casa per la festa di compleanno che papà stava preparando per lei, come tutti gli anni. Maria Teresa era il suo cuore anche se lei diceva che in realtà non l’amava come amava Calogero. Papà amava tutti i suoi figli ma penso che per loro due nutriva quella debolezza che un padre nutre per i figli più piccoli. 
Venerdì è passato in un soffio. Siamo state in casa, abbiamo cucinato e le ho chiesto di queste voci che mi erano arrivate sul fatto che Calogero si facesse vedere in giro con la marocchina, “quindi era una cosa ufficiale” dissi io, e lei “ma guarda che a casa non l’ha mai portata, perché sa come la pensa papà, gioia. Quindi non so cosa vuoi che ti dica se l’ho vista di sfuggita, quelle volte quando lui passa da casa e allora la fa aspettare in macchina”. Mentiva, me lo sentivo. Sabato siamo uscite a cena e, come se non dovessimo festeggiare ma andare a un funerale, ci siamo vestite di nero; io in Francesco Scognamiglio, lei, con il top con penne di gallo che avevo comprato su Yoox qualche settimana fa che, pur non essendo Dolce & Gabbana, le è piaciuto molto. Siamo rientrate a notte fonda e rimaste sveglie fino a quando la luce dell’alba non ha cominciato a filtrare tra le fessure delle tapparelle bianche mentre la stanchezza si faceva sentire sempre di più. Domenica ci siamo alzate tardi e lei si è messa a preparare la valigia. Era pensierosa, la stavo aiutando a raccogliere le sue cose in giro per la casa quando mi ha detto “Sono incinta…. non sapevo se dirtelo o no….”; sono rimasta per una attimo scioccata e senza parole. Per quanto ne sapevo io, Maria Teresa non frequentava nessuno in particolare, da quando, l’anno scorso, aveva chiuso la storia con l’uomo che la chiamava Mimise. Più giovane di lei – non stava nelle sue abitudini frequentare uomini più giovani – e poco gentiluomo, questo si aveva racontato in giro che andava a trovare Maria Teresa a notte fonda e che lei lo aspettava in camicia da notte di seta e quando andava via, lei gli faceva trovare dei soldi sul comodino. Presto le parole arrivarono alle orecchie di Calogero. Pensando che la sorella potesse essere una facile preda per coraggiosi avventori in cerca di una sistemazione – lei per di più aveva una fortuna sulle spalle – una sera ha aspettato l’uomo sotto casa e ha risolto il problema per sempre, come dicono loro. Ora questo qua vive in Francia e non si sa bene di cosa si stia occupando, ma quando ritorna a casa, di Maria Teresa non parla più.

Leggi tutto...

I Diari di Stellina

Perché Stellina

03/07/2017|  
italian fashion stories by stellina top zara

Italiano:

Venerdì, prima di uscire di casa. Apro l’armadio e mi rendo conto che non ho niente da mettere. In questi casi c’è Zara. Solo che entrare in un vestito di Zara quando fuori fa caldo è come entrare in una sauna. Sto cominciando a ragionare come Maria Teresa anche se mio padre non vende tonnellate di pesce e non mi vestiva in Dolce & Gabbana da quando ero piccola. Questa non è una cosa buona, dice lui (quando dico lui, non intendo papà…).

Qualche ora più tardi, sono seduta su una panchina di una piazza di cui non conosco il nome ad aspettare una persona che non ho mai visto e, guardando le lancette dell’orologio, mi rendo conto di essere arrivata in anticipo. Intorno a me il mondo sta vivendo le lunghissime ore estive con affanno. Nonne accovacciate seguono con apprensione i girotondi dei bambini rumorosi, gente affrettata taglia la piazza con passi svelti, altra gente si ripara all’ombra e io cerco di ingannare il tempo con il libro che trovo, tra le altre cose, nella borsa: Il Gattopardo. Lo apro con la stessa emozione con la quale l’avevo fatto la prima volta, scorro le pagine con righe sottolineate a matita e li vedo davanti, i suoi personaggi, ognuno pronto a rivivere la sua storia: don Fabrizio, il principe, colui che accoglie tutti sotto le sue ali protettrici, l’amatissimo nipote Tancredi,  la bellissima Angelica, le figlie Concetta e Carolina, padre Pirrone, persino il cane Bendicò e quel re Ferdinando a cui manca la forza di imporsi.  Piccoli pezzi di carta segnano i punti in cui la lettura mi piacque di più, li ripasso uno alla volta, rileggo e improvvisamente mi ricordo perché mi chiamarono Stellina. Per adesso vi posso dire che è colpa del principe. Ma vi prometto che ritornerò sull’argomento.

Leggi tutto...

I Diari di Stellina

Coazione a ripetere

24/06/2017|  
italian fashion stories by stellina blusa zara pantaloni elisabetta franchi

Italiano

Ci sono dei giorni quando non ho la forza di vestirmi e chiudere una cerniera o due bottoni diventa altrettanto difficile quanto attraversare Gibilterra a nuoto. La psicologa dice che l’apatia è l’anticamera della depressione (l’argomento del suo prossimo libro) ma è talmente presa dal suo ruolo che non riesce a fare la differenza tra inerzia e stanchezza, tra la realtà delle cose e la finzione e l’unica cosa di cui sembra essere preoccupata, come specialista, è di monitorare l’eventuale effetto terapeutico che la scrittura possa avere su soggetti disturbati . Che razza di psicologa, non ha ancora capito che stiamo vivendo in un romanzo e che lei stessa esiste solo grazie a Stellina. 

Leggi tutto...

I Diari di Stellina

Italian fashion stories – Angelica (preview)

11/06/2017|  Catai
italian fashion stories angelica by stellina vestito fausto puglisi

   –  IT –

Quella che sto per raccontarvi è una storia che dovevo scrivere lo scorso inverno e per strane ragioni di cuore ho sempre rimandato senonchè l’altro giorno, rovvistando tra le mie cose, gli occhi mi sono caduti sul vestito viola e ho sentito che era arrivato il suo momento. Lasciamo perdere il motivo per cui non l’ho fatto prima, non è importante. 

Quindi è la storia di un vestito – quello che vedete addosso a me appunto – e di un paio di orecchini che hanno qualcosa a che fare con Orlando, Rinaldo – i cavalieri – con i saraceni di rimando e con uno stilista messinese. La storia di un uomo che amava la mia amica Maria Teresa e dei pasticcini di pasta di mandorle che lei, Maria Teresa, mi manda tutti mesi da Palermo. 

Leggi tutto...

I Diari di Stellina

Italian fashion stories – Blue

04/06/2017|  Wonderland
italian fashion stories blue by stellina giacca ermanno scervino

  –  IT  –

   

Mi hanno ferito e ancora oggi, dopo tanti giorni, il cuore si sbatte in una pozzanghera di sangue più rosso del mare di rose che si stende dinanzi ai miei occhi. Mi hanno ferito e ho perso le parole ma sono ancora in grado di camminare. 

Qualcuno mi ha visto uscire di casa vestita di blu, con decolleté tacco 40 e mi ha lascito un messaggio nella casella di posta “c’è qualcosa nei tuoi movimenti e l’austerità con la quale ti affacci al mondo che mi sfugge e non mi fa decidere se tu sia uscita da un film degli anni ’60 o scesa da un volo dell’Alitalia”. La verità è che da piccole volevo fare l’assistente di volo. E poi ho sempre detto che non avevo la faccia da blogger. 

Leggi tutto...