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Sicilia

papà

Capodanno con papà

12/01/2020|  
stellina e la famiglia

Capodanno di nuovo. Un giorno come gli altri se non fossimo stati tutti un po’ presi dalla frenesia che si spiegava nelle ultime preparazioni, nelle ultime parole dette agli amici, negli ultimi resoconti.

Io lo passai con la mia famiglia, Maria Teresa lo passò con la sua o con quello che era rimasto di essa: la madre, le cognate, i nipoti e papà, il fulcro di questo piccolo universo avulso dalla realtà. Egli viveva in una continua ed estenuante attesa, dilaniato dai fantasmi della vecchiaia e dalla consapevolezza che siffatto mondo si sarebbe disintegrato il giorno in cui lui se ne sarebbe andato. E si chiedeva cosa avrebbe fatto ognuno dei suoi figli? Cosa avrebbe fatto Massimo? Cosa avrebbe fatto Vincenzo? E Calogero? Ma soprattutto cosa avrebbe fatto Maria Teresa, che per papà era ancora ‘na picciridda anche se in realtà idda aveva quasi quarant’anni. Poveraccia, senza un uomo sulle cui spalle reggersi e in più, con una figliuola così piccola da crescere. Era convinto che lei doveva stare vicino a Calogero, il quale l’avrebbe protetta in tutti modi e poi c’era Domenico, uomo di chiesa, uomo di fiducia, con cui Maria Teresa aveva ripreso i rapporti. Non capiva molto bene la natura di questi rapporti ma non faceva domande e poi lo conosceva da piccolo e l’aveva sempre trattato come un figlio.

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Stellina aka Gioia

Lo stato delle cose

22/10/2019|  
lo stato delle cose

Lo stato delle cose alla fine di ottobre era più o meno questo.

Io mi ritrovavo di nuovo in Toscana, dove vivevo in una sorta di apnea soggettiva, in attesa di nuovi avvenimenti che avrebbero cambiato per sempre il corso della mia vita e, a catena, di altre persone intorno a me; solo il pensiero mi faceva tremare le gambe ma nonostante ciò, la domenica mi recavo con la più strenua perseveranza in chiesa a pregare che tutto avvenisse prima possibile, che all’accaduto nessuno soffrisse e che, se qualcuno dovesse soffrire, una macchina m’investisse prima di fare ritorno a casa.

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Calogero

Preghiera

13/07/2019|  italy
stellina story-teller

A migliaia di kilometri lontano da qui, da qualche parte sulla costa settentrionale della Sicilia, in una casa con muri spessi e finestre chiuse, Calogero sta soffrendo le pene dell’inferno. Ogni minuto che passa per il resto del mondo, per lui dura un eternità. Maria Teresa dice che ora, più che mai, dobbiamo avere fede. Sento un dolore lancinante dentro, come se qualcuno mi stesse lentamente segando il cuore con una sega finissima. 

Ora solo tu ci puoi aiutare. Aiutaci e ti saremo per sempre grate…

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papà

Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona dagli insoliti capelli biondi con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente, operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti che sono venuti qui per comandarci e hanno avuto il coraggio di pretendere, nessuno mai che ci abbia chiesto permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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Maria Teresa

In partenza

15/03/2019|  
le storie di stellina

E mentre Domenico si mise nelle mani di Dio, Maria Teresa, la promessa sposa, non ebbe vita facile…

Ovviamente questa specie di débâcle sentimentale la afflisse e come si può intuire, afflisse assai anche la famiglia. In quel nefasto anno papà si ammalò, i fratelli di Maria Teresa furono coinvolti in una serie di eventi che agitarono non poco le acque in tutta la parte nord dell’isola – si trattava di quel genere di fatti che i telegiornali schiaffano sempre in prima pagina quando danno notizie sulla Sicilia e in cui non mi addentrerò non conoscendo i dettagli ma sicuramente ci sarebbe da scrivere anche qui un romanzo – e la povera figliuola, trovatasi in mezzo alla tempesta, se ne dovette andare. Tutte cose che accaddero insieme ma non vi è certezza, non da parte mia, di dire quale fu l’evento scatenante. Certo, non voglio insinuare niente ma dicono che papà, tanto si era amareggiato della situazione che un bel dì, mentre stava uscendo di casa, cadde a terra come un pero e non si svegliò più per giorni. E quando lo fece, si trovò legato a una flebo in un letto d’ospedale e i parenti accanto che lo vegliavano come se fosse già morto. Si riprese quando in paese lo davano per spacciato e non solo ritornò a casa ma si mise a lavorare più di prima perché c’era tanto da fare; c’era da mandare avanti l’azienda, da risolvere le grane dei figli, da rivedere gran parte delle sue storiche alleanze che fino ad allora si erano rette in parte sui matrimoni combinati dei figli e in parte sul suo fiuto per gli affari; Calogero, credo, fu l’unico che si sottrasse a questa regola, sposandosi con chi gli piacque ma era risaputo che quella donna non varcò tante volte la soglia della loro casa. A cosa servisse tutto questo, non lo so. Per chi lo conosceva poco, papà poteva sembrare un uomo dedito a conquistare il mondo quando in realtà lui non si muoveva più da Palermo da anni e quello che succedeva fuori dalla Sicilia erano per lui variabili intervenienti, ritenute importanti solo se cambiavano effettivamente qualcosa nell’andamento delle cose sull’isola. I medici lo misero in guardia però ed era consapevole che se voleva campare ancora, doveva cambiare molte delle sue abitudini quotidiane.  

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