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racconti

Calogero

Il predatore e la preda

23/08/2019|  
stellina story-teller storie noir

Se dovessi descrivere Calogero con una sola parola, ecco lui è sempre stato un predatore. E io sono stata la sua preda preferita negli ultimi anni benché stesse tenendo d’occhio anche esotici esemplari di antilope della savana africana; a detta di sua sorella, “solo perché tu sei sparita nel nulla….”. L’ho provocato, l’ho fatto correre e rincorrermi, in certi momenti mi sono lasciata avvicinare, mi sono fatta prendere per poi scappare subito dai suoi artigli, nascondendomi per anni nell’ombra ricca della foresta. Mai mi sono fermata o totalmente arresa a lui, avvertendo il grave pericolo e sapendo che, se lo avessi fatto, questa battuta di caccia sarebbe finita per sempre. Certi uomini sono fatti così; li devi far percorrere migliaia di chilometri, attraversare mari e monti, li devi lasciar fiutare, cercare, catturare, assaggiare e poi gli devi togliere il pasto davanti. Solo così si ricorderanno un giorno di te.
Calogero non ha mai cercato la sua metà ma solo il trofeo da portare sulle spalle una volta tornato a casa. Solo che io non volevo essere il suo trofeo e lui questo l’aveva capito.
Ma ora, che gli hanno bloccato tutte le strade, ora che ha le mani legate, e tutti giorni si vede davanti Rosalia, cosa succederà? Potrebbe anche impazzire o diventare un docile animale domestico. E se c’è qualcuno in questa storia contento della situazione che si è creata, quella è sicuramente Rosalia, che ce l’ha a casa tutti giorni. Una cosa che non accadeva da tantissimi anni.

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I Diari di Stellina, Stellina aka Gioia

Padri e figlie

27/09/2017|  sotto le stelle
storie noir stellina

– Italiano –

Qualcosa di personale. Tengo a Maria Teresa, a Calogero, a papà: a ognuno tanto e in modo diverso, ma prima di loro ero innamorata del principe.

Lo vidi per la prima volta quando avevo quindici anni, un anno più un anno meno, e fu il primo uomo per cui sentii qualcosa, il vuoto dentro lo stomaco e la strana sensazione di ebbrezza senza aver bevuto niente. Tutto questo è successo subito dopo aver delucidato con le compagne di classe, durante l’ora di francese che avevamo saltato per andare in un bar di fronte al liceo dove atteggiarsi da donne mature e fumare sigarette, il mistero di cosa potesse realmente fare un uomo a una donna. Prima di quel momento, gli uomini erano soltanto dei portatori di pantaloni con ruoli ben precisi: padri, nonni, fratelli.

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I Diari di Stellina

L’abito chemisier

29/08/2015|  Forte dei Marmi
l'abito-chemisier-The-Italian-Glam-fashion-blogger

IT:

Ricordo solo una vaga sequenza di immagini che si dipanavano sulla scena di un teatro immaginario…..i costumi di Turandot visti la sera prima al festival Puccini, i versi di Pirandello, volti di persone, mia mamma…..e poi niente, il buio pesto. L’indomani, quando i sensi ripresero il controllo, scesi dal letto in un certo senso contenta, mi avvicinai in punta di piedi alla sedia, l‘abito chemisier era lì, posato da me la sera prima, una volta rientrata dall’atelier della signora F. Mi fermai a lungo sulla porta ad ammirare incredula le cuciture sinuose, il cotone bianco e leggero che scendeva a cascate sul pavimento, quei piccoli dettagli in pizzo che stonavano leggermente e pensai: “a volte piccoli infimi sogni diventano realtà, a volte troppo tardi…”. Era autunno tra poco.

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