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papà

Maria Teresa

La proposta

28/10/2018|  
maria teresa

Ai tempi della proposta, Maria Teresa era soltanto una ragazza che non sapeva niente dell’amore e il suo cuore non aveva mai battuto per nessuno. Le cose andarono così.

Papà aveva un compare, non so dirvi con precisione se si erano veramente tenuti i figli a battesimo oppure custodivano una grande amicizia, io non ho mai capito il vero significato della parola. Un giorno il compare le propose d’imparentarsi, datto che lui aveva dei figli e che Maria Teresa era ancora libera, e papà si senti onorato quindi accolse la proposta con grande entusiasmo e senza chiedere alla figlia se fosse d’accordo o no. Il figlio piccolo del compare, lo chiamerò Domenico, di qualche anno più grande di Maria Teresa, era riservato e pure molto innamorato perché, ecco, la ragazza, aldilà della sua bellezza classica, aveva un certo fascino. Ancora oggi, quando cammino con lei per la strada, guardo divertita gli uomini come la sfiorano con lo sguardo; c’è chi rimane addirittura folgorato e chi si ferma per fare i complimenti. Domenico, compagno di scuola di Santo, il fratello maggiore di Maria Teresa, s’invaghì di lei forse una sera quando quest’ultimo la portò a ballare (da adolescente, Maria Teresa poteva uscire solo se accompagnata da uno dei suoi tre fratelli) e lei, incontrando un gruppo di amiche, si allontanò senza avvisare. Quando Santo si accorse che la sorella non era più nei paraggi, chiese a Domenico di accompagnarlo e la cercaronò per tutta la notte nei posti più conosciuti della città. Solo verso la mattina la trovarono, a una festa di una delle sue amiche, abbracciata in un angolo buio della casa con un ragazzino che le stava accarezzando le cosce e il cui padre era uno sbirro e questo non si era mai visto nella sua famiglia. Prima che i due giovani si rendessero conto di quello che stava succedendo, il fratello di Maria Teresa la strappò dalle braccia del ragazzo, che per lo spavento si svegliò dalla sbornia che aveva preso bisbigliando un timido “scusate” e la trascinò in macchina. Sulla strada di ritorno a casa, mentre Santo la stava redarguendo, Maria Teresa non diceva una parola e Domenico se ne innamorò; sarà stato per quello sguardo fiero che non chiedeva perdono o forse per quel corpo tenero che sedeva intrapolato sul sedile posteriore della macchina in silenzio. Da allora cominciò a osservarla con attenzione e crescente ammirazione, e le occasioni di starle vicino non mancarono, visto che oramai era diventato l’ombra del fratello. E quando si convinse che era lei la donna che voleva accanto nella buona e nella cattiva sorte, lo comunicò al padre. In pochi giorni i giochi furono fatti e tutti furono contenti. Ma come succede spesso in questi casi, non fu una storia con lieto fine.

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Papà

29/07/2018|  Tauroménion
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Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, devo fare una precisazione che riguarda papà e quando dico papà intendo il padre di Maria Teresa e di Calogero. Non sono mai riuscita né a chiamarlo per nome né a dargli del tu; mi sembrava fuori luogo, irrispettoso. Vossia lo trovavo troppo ottocentesco perciò l’unica soluzione che mi rimaneva era il tanto usato Voi. Chi abita al Sud sa benissimo che il Voi è ancora molto frequente nella parlata comune. Maria Teresa stessa lo usa a volte nelle conversazioni con lui, consapevole che va a toccare una corda sensibile, e con gli altri, quando vuole tenere le distanze e far sentire l’interlocutore un intruso. Tutte le altre persone che non facevano parte della famiglia, davano a papà del Voi e lui faceva altrettanto con loro. Una questione di rispetto in forma arcaica alla quale il vecchio teneva molto.

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Maria Teresa

Piazza San Lorenzo in Lucina

26/04/2018|  Roma
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Italiano

In piazza San Lorenzo in Lucina sono fioriti i ciliegi e Maria Teresa si prepara per fare il cambio di stagione nella sua vita e tra le poche cose posate nella valigia con la quale è arrivata qui due mesi fa. Sono a casa, dice e quella che per ora chiama casa è un piccolo appartamento in un vicolo vicino alla piazza, dove arriva solo il sole, la mattina presto, il postino, subito dopo il mezzogiorno suonato con malinconia dalle vecchie campane della chiesa, e verso il pomeriggio, qualche americano che ha il coraggio di uscire dai banali tour turistici preimpostati e avventurarsi nelle viscere della città. Una piccola palazzina a tre piani sulle cui mura si distinguono ancora i colori della pittura antica e gli affreschi sbiaditi dal tempo, con persiane in legno screpolato che proteggono dal sole e dall’invasione dei forestieri. A pianoterra, c’è un negozio di orologi da dove, la mattina, quando lei esce per fare la spesa, il commesso, un ragazzo sulla trentina con accento straniero l’aspetta per offrirle il caffè.

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Maria Teresa

Battesimo

09/01/2018|  Italy
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Italiano

“Un altro anno…”. bisbigliò Stellina, alle prese con la sistemazione dei regali di Natale, mentre guardava all’interno della scatola di Maria Teresa, quasi più sbigottita dal colore scintillante del velluto morbido che si lasciava intravvedere tra i fogli di carta velina bianca che dal filo dei suoi pensieri, infidi e tortuosi. “Un altro anno, altri vestiti, altre scarpe…e si sentiva già stanca solo al pensiero che tutte queste cose avrebbero dovuto trovare il posto che le spettava nell’armadio. A queste scarpe spettava, senz’altro, un posto di riguardo. 

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