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papà

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Capodanno con papà

12/01/2020|  
stellina e la famiglia

Capodanno di nuovo. Un giorno come gli altri se non fossimo stati tutti un po’ presi dalla frenesia che si spiegava nelle ultime preparazioni, nelle ultime parole dette agli amici, negli ultimi resoconti.

Io lo passai con la mia famiglia, Maria Teresa lo passò con la sua o con quello che era rimasto di essa: la madre, le cognate, i nipoti e papà, il fulcro di questo piccolo universo avulso dalla realtà. Egli viveva in una continua ed estenuante attesa, dilaniato dai fantasmi della vecchiaia e dalla consapevolezza che siffatto mondo si sarebbe disintegrato il giorno in cui lui se ne sarebbe andato. E si chiedeva cosa avrebbe fatto ognuno dei suoi figli? Cosa avrebbe fatto Massimo? Cosa avrebbe fatto Vincenzo? E Calogero? Ma soprattutto cosa avrebbe fatto Maria Teresa, che per papà era ancora ‘na picciridda anche se in realtà idda aveva quasi quarant’anni. Poveraccia, senza un uomo sulle cui spalle reggersi e in più, con una figliuola così piccola da crescere. Era convinto che lei doveva stare vicino a Calogero, il quale l’avrebbe protetta in tutti modi e poi c’era Domenico, uomo di chiesa, uomo di fiducia, con cui Maria Teresa aveva ripreso i rapporti. Non capiva molto bene la natura di questi rapporti ma non faceva domande e poi lo conosceva da piccolo e l’aveva sempre trattato come un figlio.

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L’undicesimo comandamento

18/05/2019|  
stellina storyteller

Secondo papà l’undicesimo comandamento richiede di non ostentare. Egli è convinto che l’ostentazione è la virtù dei deboli e ascoltandolo nelle sue argomentazioni non gli si potrebbe dare torto. Questa regola, insieme agli altre dieci, fa parte di un antico decalogo che i membri della famiglia osservano con devozione. Ma le malelingue dicono che papà in realtà ha qualcosa da nascondereCerto, ci è voluto del tempo a Maria Teresa per capire che non era buona creanza andare in giro agghindata come una sposa nel giorno del matrimonio perché questo senz’altro avrebbe attirato tanti occhi su di lei. 

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Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona dagli insoliti capelli biondi con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente, operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti che sono venuti qui per comandarci e hanno avuto il coraggio di pretendere, nessuno mai che ci abbia chiesto permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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Maria Teresa

La proposta

28/10/2018|  
maria teresa

Ai tempi della proposta, Maria Teresa era soltanto una ragazza che non sapeva niente dell’amore e il suo cuore non aveva mai battuto per nessuno. Le cose andarono così.

Papà aveva un compare, non so dirvi con precisione se si erano veramente tenuti i figli a battesimo oppure custodivano una grande amicizia, io non ho mai capito il vero significato della parola. Un giorno il compare le propose d’imparentarsi, datto che lui aveva dei figli e che Maria Teresa era ancora libera, e papà si senti onorato quindi accolse la proposta con grande entusiasmo e senza chiedere alla figlia se fosse d’accordo o no. Il figlio piccolo del compare, lo chiamerò Domenico, di qualche anno più grande di Maria Teresa, era riservato e pure molto innamorato perché, ecco, la ragazza, aldilà della sua bellezza classica, aveva un certo fascino. Ancora oggi, quando cammino con lei per la strada, guardo divertita gli uomini come la sfiorano con lo sguardo; c’è chi rimane addirittura folgorato e chi si ferma per fare i complimenti. Domenico, compagno di scuola di Santo, il fratello maggiore di Maria Teresa, s’invaghì di lei forse una sera quando quest’ultimo la portò a ballare (da adolescente, Maria Teresa poteva uscire solo se accompagnata da uno dei suoi tre fratelli) e lei, incontrando un gruppo di amiche, si allontanò senza avvisare. Quando Santo si accorse che la sorella non era più nei paraggi, chiese a Domenico di accompagnarlo e la cercaronò per tutta la notte nei posti più conosciuti della città. Solo verso la mattina la trovarono, a una festa di una delle sue amiche, abbracciata in un angolo buio della casa con un ragazzino che le stava accarezzando le cosce e il cui padre era uno sbirro e questo non si era mai visto nella sua famiglia. Prima che i due giovani si rendessero conto di quello che stava succedendo, il fratello di Maria Teresa la strappò dalle braccia del ragazzo, che per lo spavento si svegliò dalla sbornia che aveva preso bisbigliando un timido “scusate” e la trascinò in macchina. Sulla strada di ritorno a casa, mentre Santo la stava redarguendo, Maria Teresa non diceva una parola e Domenico se ne innamorò; sarà stato per quello sguardo fiero che non chiedeva perdono o forse per quel corpo tenero che sedeva intrapolato sul sedile posteriore della macchina in silenzio. Da allora cominciò a osservarla con attenzione e crescente ammirazione, e le occasioni di starle vicino non mancarono, visto che oramai era diventato l’ombra del fratello. E quando si convinse che era lei la donna che voleva accanto nella buona e nella cattiva sorte, lo comunicò al padre. In pochi giorni i giochi furono fatti e tutti furono contenti. Ma come succede spesso in questi casi, non fu una storia con lieto fine.

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papà

Papà

29/07/2018|  Tauroménion
papà le storie noir di stellina taormina

Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, devo fare una precisazione che riguarda papà e quando dico papà intendo il padre di Maria Teresa e di Calogero. Non sono mai riuscita né a chiamarlo per nome né a dargli del tu; mi sembrava fuori luogo, irrispettoso. Vossia lo trovavo troppo ottocentesco perciò l’unica soluzione che mi rimaneva era il tanto usato Voi. Chi abita al Sud sa benissimo che il Voi è ancora molto frequente nella parlata comune. Maria Teresa stessa lo usa a volte nelle conversazioni con lui, consapevole che va a toccare una corda sensibile, e con gli altri, quando vuole tenere le distanze e far sentire l’interlocutore un intruso. Tutte le altre persone che non facevano parte della famiglia, davano a papà del Voi e lui faceva altrettanto con loro. Una questione di rispetto in forma arcaica alla quale il vecchio teneva molto.

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