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le storie di stellina

Calogero

Il predatore e la preda

23/08/2019|  
stellina story-teller storie noir

Se dovessi descrivere Calogero con una sola parola, ecco lui è sempre stato un predatore. E io sono stata la sua preda preferita negli ultimi anni benché stesse tenendo d’occhio anche esotici esemplari di antilope della savana africana; a detta di sua sorella, “solo perché tu sei sparita nel nulla….”. L’ho provocato, l’ho fatto correre e rincorrermi, in certi momenti mi sono lasciata avvicinare, mi sono fatta prendere per poi scappare subito dai suoi artigli, nascondendomi per anni nell’ombra ricca della foresta. Mai mi sono fermata o totalmente arresa a lui, avvertendo il grave pericolo e sapendo che, se lo avessi fatto, questa battuta di caccia sarebbe finita per sempre. Certi uomini sono fatti così; li devi far percorrere migliaia di chilometri, attraversare mari e monti, li devi lasciar fiutare, cercare, catturare, assaggiare e poi gli devi togliere il pasto davanti. Solo così si ricorderanno un giorno di te.
Calogero non ha mai cercato la sua metà ma solo il trofeo da portare sulle spalle una volta tornato a casa. Solo che io non volevo essere il suo trofeo e lui questo l’aveva capito.
Ma ora, che gli hanno bloccato tutte le strade, ora che ha le mani legate, e tutti giorni si vede davanti Rosalia, cosa succederà? Potrebbe anche impazzire o diventare un docile animale domestico. E se c’è qualcuno in questa storia contento della situazione che si è creata, quella è sicuramente Rosalia, che ce l’ha a casa tutti giorni. Una cosa che non accadeva da tantissimi anni.

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Calogero

Preghiera

13/07/2019|  italy
stellina story-teller

A migliaia di kilometri lontano da qui, da qualche parte sulla costa settentrionale della Sicilia, in una casa con muri spessi e finestre chiuse, Calogero sta soffrendo le pene dell’inferno. Ogni minuto che passa per il resto del mondo, per lui dura un eternità. Maria Teresa dice che ora, più che mai, dobbiamo avere fede. Sento un dolore lancinante dentro, come se qualcuno mi stesse lentamente segando il cuore con una sega finissima. 

Ora solo tu ci puoi aiutare. Aiutaci e ti saremo per sempre grate…

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Maria Teresa

Cuore sacro

15/06/2019|  
stellina storyteller

Dieci giorni dopo l’incontro con papà, me ne andai a Roma da Maria Teresa. C’erano tanti motivi per cui andare a trovarla e il più importante era certo legato all’arrivo di Angelica, la bambina che aveva partorito proprio in quei giorni in cui io mi trovavo in Sicilia e alla quale volevo assolutamente dare il benvenuto. Dovevo poi portare un ambasciata da parte di papà e avevo bisogno di chiedere a Maria Teresa alcune spiegazioni sulla storia dei giornali di marzo che mi avevano arrovellato il cervello per diversi giorni e notti. Avevo bisogno di risposte chiare, schiette, in grado di sciogliere ogni dubbio che era nel frattempo germogliato nell’abisso solitario della mente.

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papà

L’undicesimo comandamento

18/05/2019|  
stellina storyteller

Secondo papà l’undicesimo comandamento richiede di non ostentare. Egli è convinto che l’ostentazione è la virtù dei deboli e ascoltandolo nelle sue argomentazioni non gli si potrebbe dare torto. Questa regola, insieme agli altre dieci, fa parte di un antico decalogo che i membri della famiglia osservano con devozione. Ma le malelingue dicono che papà in realtà ha qualcosa da nascondereCerto, ci è voluto del tempo a Maria Teresa per capire che non era buona creanza andare in giro agghindata come una sposa nel giorno del matrimonio perché questo senz’altro avrebbe attirato tanti occhi su di lei. 

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papà

Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente – nel bene e nel male – operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti vengono qui e pretendono, nessuno mai che ci chiedesse permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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