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le storie di stellina

papà

L’undicesimo comandamento

18/05/2019|  
stellina storyteller

Secondo papà l’undicesimo comandamento richiede di non ostentare. Egli è convinto che l’ostentazione è la virtù dei deboli e ascoltandolo nelle sue argomentazioni non gli si potrebbe dare torto. Questa regola, insieme agli altre dieci, fa parte di un antico decalogo che i membri della famiglia osservano con devozione. Ma le malelingue dicono che papà è una persona scaltra e che in realtà ha qualcosa da nascondereCerto, ci è voluto del tempo a Maria Teresa per capire che non era buona creanza andare in giro agghindata come una sposa nel giorno del matrimonio perché questo senz’altro avrebbe attirato tanti occhi su di lei. 

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papà

Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente – nel bene e nel male – operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti vengono qui e pretendono, nessuno mai che ci chiedesse permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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Maria Teresa

In partenza

15/03/2019|  
le storie di stellina

E mentre Domenico si mise nelle mani di Dio, Maria Teresa, la promessa sposa, non ebbe vita facile…

Ovviamente questa specie di débâcle sentimentale la afflisse e come si può intuire, afflisse assai anche la famiglia. In quel nefasto anno papà si ammalò, i fratelli di Maria Teresa furono coinvolti in una serie di eventi che agitarono non poco le acque in tutta la parte nord dell’isola – si trattava di quel genere di fatti che i telegiornali schiaffano sempre in prima pagina quando danno notizie sulla Sicilia e in cui non mi addentrerò non conoscendo i dettagli ma sicuramente ci sarebbe da scrivere anche qui un romanzo – e la povera figliuola, trovatasi in mezzo alla tempesta, se ne dovette andare. Tutte cose che accaddero insieme ma non vi è certezza, non da parte mia, di dire quale fu l’evento scatenante. Certo, non voglio insinuare niente ma dicono che papà, tanto si era amareggiato della situazione che un bel dì, mentre stava uscendo di casa, cadde a terra come un pero e non si svegliò più per giorni. E quando lo fece, si trovò legato a una flebo in un letto d’ospedale e i parenti accanto che lo vegliavano come se fosse già morto. Si riprese quando in paese lo davano per spacciato e non solo ritornò a casa ma si mise a lavorare più di prima perché c’era tanto da fare; c’era da mandare avanti l’azienda, da risolvere le grane dei figli, da rivedere gran parte delle sue storiche alleanze che fino ad allora si erano rette in parte sui matrimoni combinati dei figli e in parte sul suo fiuto per gli affari; Calogero, credo, fu l’unico che si sottrasse a questa regola, sposandosi con chi gli piacque ma era risaputo che quella donna non varcò tante volte la soglia della loro casa. A cosa servisse tutto questo, non lo so. Per chi lo conosceva poco, papà poteva sembrare un uomo dedito a conquistare il mondo quando in realtà lui non si muoveva più da Palermo da anni e quello che succedeva fuori dalla Sicilia erano per lui variabili intervenienti, ritenute importanti solo se cambiavano effettivamente qualcosa nell’andamento delle cose sull’isola. I medici lo misero in guardia però ed era consapevole che se voleva campare ancora, doveva cambiare molte delle sue abitudini quotidiane.  

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Maria Teresa

La fede

18/02/2019|  

Per Domenico, rigido uomo di chiesa che prende i testi religiosi alla lettera, il demonio ha la faccia dell’amore. Ha la faccia di una donna; quella che nella sua giovane età aveva ripudiato – beh, la parola è fintroppo riduttiva per descrivere i fatti – scappando lontano ma che la vita, beffarda, gliel’ha fatta incontrare di nuovo.

Quando queste cose sono successe, Domenico era un giovane di mondo che amava la vita e tutte le cose vane che essa offriva. Studiava, aiutava i genitori nella pasticceria di famiglia e si doveva sposare con una ragazza del paese di cui, vedendola crescere sotto i suoi occhi, si era invaghito non poco. Gli piacevano di lei la forma sinuosa del corpo che immaginava obbediente e fecondo per la sua stirpe, una volta domato, lo sguardo altero che non abbassava mai per prima nemmeno davanti al padre o ai fratelli, la sua genuinità. Ma per motivi che vi già raccontai qui il matrimonio non si fece. Dopo l’annulamento delle nozze e la decisione unilaterale di separazione da parte del ragazzo, i due non si viderò più. La vita li portò su due strade parallele che, per le leggi della geometria non si potevano mai e poi mai più incontrare. Due destini per i quali non esisteva la riconciliazione. Tutti e due avevano sentito il bisogno di allontanarsi, di fuggire lontano, a migliaia di chilometri dalla Sicilia. Lui aveva scelto la via della chiesa, suggestionato molto da uno zio monsignore che gli aveva inculcato e fatto accettare il mistero della fede, se potete pensare che fosse possibile, e trasmesso la grande passione per le Sacre Scritture. Era diventato in poco tempo un padre pellegrino e aveva scelto di passare gran parte del tempo dedicandosi allo studio e alle missioni che la Compagnia di Gesù stava svolgendo in giro per il mondo. Aveva viaggiato in Australia e si era fermato per periodi lunghi in Colombia. Questo fino a tre anni fa quando, trovatosi a Cartagena con importanti incarichi, fu coinvolto in una sparatoria davanti alla chiesa dove allogiava e un proiettile gli andò a colpire la gamba sinistra. Dopo una lunga e dolorosa guarigione in un ospedale di Bogotà da cui era uscito zoppo, decise di rientrare a Roma per curarsi meglio.

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Maria Teresa

Cangiamenti

07/12/2018|  
stellina conta-storie

Ci stanno dei cangiamenti nella vita di Maria Teresa; di quelli che trasformano, travolgono, sfasciano destini, e come le più terribili rivoluzioni, conducono a un nuovo ordine delle cose. Questi cangiamenti, sono sicura, porteranno tanta gioia ma anche tanto scompiglio nel suo piccolo mondo sconvolto già da tanti avvenimenti a dir poco sconcertanti eppure non sembra affatto preoccupata. Mi è rimasto impresso il suo viso sereno e un sorriso serafico quando, una sera che stavamo passeggiando per Forte, le ho chiesto se aveva comunicato la notizia a papà e lei ha risposto che il vecchio non doveva sapere. Quelle parole, dette nella luce soave della sera gravavano tanto sulla realtà quanto la volta del cielo sulle spalle di Atlantide e non lasciavano intravvedere alcun spiraglio di speranza per la rappacificazione tra padre e figlia, come avrei tanto voluto io…. 

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