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i racconti di Stellina

I Diari di Stellina

Epica

08/08/2018|  
stellina story-teller

Italiano

Andare in giro per la Sicilia – e non solo –  con Maria Teresa è come se a un comune mortale si spalancassero le porte dell’Olimpo e improvvisamente egli godesse di privileggi che non immaginava nemmeno esistessero. In poche parole è un viaggio epico.

L’ultima volta, a Siracusa, ha fatto una telefonata e, in mezz’ora, l’uomo con cui avevamo cenato la sera prima si è presentato alla reception dell’albergo dove alloggiavamo, con due biglietti per Edipo a Colono mentre in biglietteria ci avevano detto che lo spettacolo era andato tutto esaurito da settimane. Le persone che abbiamo incontrato dicevano “a vostra disposizione…” e pensai che quella fosse una parola d’ordine. Quando le ho chiesto il significato di quel modo di dire, lei ha detto esattamente così: “papà ha aiutato molte di queste persone e loro non si sono mai dimenticate. La gente qui non si dimentica mai niente, nel bene e nel male. Ricordatelo”.

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I Diari di Stellina

Bastardi

24/10/2017|  Versilia
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Italiano

Maria Teresa ha un problema.

Venerdì pomeriggio è arrivata con la Frecciabianca da Roma, non avendo trovato biglietto sul volo Roma-Pisa della sera. Io aspettavo da dieci minuti e fremevo quando il treno si è fermato alla stazione e lei è scesa con una valigetta di pelle e una piccola borsa in cui teneva il necessaire di ogni donna e poco più. Era tirata in viso, molto magra rispetto a come me la ricordavo in estate e le sue mani, per quanto dicesse che lavorava, mi facevano pensare a quelle di una bambola. “Sei dimagrita” le ho detto appena l’ho abbracciata. Lei si è tirata indietro e mi ha sorriso “Stai tranquilla, non c’è niente per cui preoccuparsi”. Io invece mi preoccupavo perché sapevo dei suoi problemi con il peso e del suo buio passato da bulimica.  Ha acceso una sigaretta, fumava di nuovo, e ha chiesto dove l’avrei portata immaginandosi che, come al solito quando veniva a trovarmi, avevo ancora delle cose da sbrigare in giro. Le chiesi com’era andato il viaggio a Roma. Mi raccontò che era partita da Palermo mercoledì, papà l’aveva mandata con delle precise commissioni da fare per conto suo. Loro avevano dei contatti nella capitale e Calogero si trovava in Marocco, quindi lei era l’unica che poteva muoversi e risolvere le faccende di famiglia in questo momento. Era preoccupata, almeno io l’ho vista cosi. Dopo due giorni passati tra uffici e noiosissimi incontri di lavoro in cui non ha fatto altro che riportare le parole di papà, ha preso il primo treno per Pisa con l’intenzione di fermarsi un paio di giorni da me prima di tornare a casa per la festa di compleanno che papà stava preparando per lei, come tutti gli anni. Maria Teresa era il suo cuore anche se lei diceva che in realtà non l’amava come amava Calogero. Papà amava tutti i suoi figli ma penso che per loro due nutriva quella debolezza che un padre nutre per i figli più piccoli. 
Venerdì è passato in un soffio. Siamo state in casa, abbiamo cucinato e le ho chiesto di queste voci che mi erano arrivate sul fatto che Calogero si facesse vedere in giro con la marocchina, “quindi era una cosa ufficiale” dissi io, e lei “ma guarda che a casa non l’ha mai portata, perché sa come la pensa papà, gioia. Quindi non so cosa vuoi che ti dica se l’ho vista di sfuggita, quelle volte quando lui passa da casa e allora la fa aspettare in macchina”. Mentiva, me lo sentivo. Sabato siamo uscite a cena e, come se non dovessimo festeggiare ma andare a un funerale, ci siamo vestite di nero; io in Francesco Scognamiglio, lei, con il top con penne di gallo che avevo comprato su Yoox qualche settimana fa che, pur non essendo Dolce & Gabbana, le è piaciuto molto. Siamo rientrate a notte fonda e rimaste sveglie fino a quando la luce dell’alba non ha cominciato a filtrare tra le fessure delle tapparelle bianche mentre la stanchezza si faceva sentire sempre di più. Domenica ci siamo alzate tardi e lei si è messa a preparare la valigia. Era pensierosa, la stavo aiutando a raccogliere le sue cose in giro per la casa quando mi ha detto “Sono incinta…. non sapevo se dirtelo o no….”; sono rimasta per una attimo scioccata e senza parole. Per quanto ne sapevo io, Maria Teresa non frequentava nessuno in particolare, da quando, l’anno scorso, aveva chiuso la storia con l’uomo che la chiamava Mimise. Più giovane di lei – non stava nelle sue abitudini frequentare uomini più giovani – e poco gentiluomo, questo si aveva racontato in giro che andava a trovare Maria Teresa a notte fonda e che lei lo aspettava in camicia da notte di seta e quando andava via, lei gli faceva trovare dei soldi sul comodino. Presto le parole arrivarono alle orecchie di Calogero. Pensando che la sorella potesse essere una facile preda per coraggiosi avventori in cerca di una sistemazione – lei per di più aveva una fortuna sulle spalle – una sera ha aspettato l’uomo sotto casa e ha risolto il problema per sempre, come dicono loro. Ora questo qua vive in Francia e non si sa bene di cosa si stia occupando, ma quando ritorna a casa, di Maria Teresa non parla più.

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I Diari di Stellina

Spaghetti al pomodoro

04/10/2017|  Regno delle Due Sicilie
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Italiano

Era ancora estate…

“Ti ho portato i pomodori di Pachino, a Calogero piacciono molto gli spaghetti al pomodoro; tu li sai fare, vero, gioia?” mi ha chiesto Maria Teresa quando ci siamo viste di sfuggita a RC. Ora è vero che non c’era volta, quando veniva a trovarmi, che non portasse qualcosa da casa sua, dolci, conserve, frutta, verdura, vestiti DG e altri doni più o meno inaspettati ma la domanda mi sembrava retorica per cui non le risposi e lei non insistette. Cosa c’era da dire, che oramai quei pomodori erano troppo maturi e non si poteva più fare niente di loro. che questa storia non aveva più senso.

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I Diari di Stellina

Padri e figlie

27/09/2017|  sotto le stelle
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– Italiano –

Qualcosa di personale. Tengo a Maria Teresa, a Calogero, a papà: a ognuno tanto e in modo diverso, ma prima di loro ero innamorata del principe.

Lo vidi per la prima volta quando avevo quindici anni, un anno più un anno meno, e fu il primo uomo per cui sentii qualcosa, il vuoto dentro lo stomaco e la strana sensazione di ebbrezza senza aver bevuto niente. Tutto questo è successo subito dopo aver delucidato con le compagne di classe, durante l’ora di francese che avevamo saltato per andare in un bar di fronte al liceo dove atteggiarsi da donne mature e fumare sigarette, il mistero di cosa potesse realmente fare un uomo a una donna. Prima di quel momento, gli uomini erano soltanto dei portatori di pantaloni con ruoli ben precisi: padri, nonni, fratelli.

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I Diari di Stellina

Angeli

13/09/2017|  Venezia
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Siamo tutti angeli.

Settembre è iniziato così…. E. ha compiuto gli anni e Isabella è scappata dalla clinica dove si era ricoverata poco prima dell’estate per seguire una cura di disintossicazione da droghe e alcool. Una settimana di insonnia e cocktail micidiali misero a dura prova il suo corpo che non resse più e Isabella collassò in bagno. E’ lì che la trovò una sua vicina di casa la mattina dopo. Dopo questo episodio, Isabella si rese conto o almeno così diceva a me, che la sua vita era in pericolo.

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