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i diari di Stellina

Stellina aka Gioia

Gioie e dolori

09/11/2018|  
storie noir

“Quando una donna ha al suo fianco un uomo come papà o come Calogero, deve essere consapevole che la sua vita non è come la vita degli altri” diceva Maria Teresa.

“E’ una vita solitaria perché l’uomo a cui si è unita si vede di rado o addirittura non c’è mai e la gente che ha intorno o la guarda circospetta o la odia. Un giorno può succedere che lui se ne debba andare per ritornare dopo anni quando lei è già invecchiata e i figli che ha cresciuto da sola, abbastanza grandi da discernere da soli se ribellarsi o no. A volte non torna più o torna con i piedi in avanti e lei si deve vestire di nero e onorare il suo nome per i giorni che le restano da vivere.

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Maria Teresa

La proposta

28/10/2018|  
maria teresa

Ai tempi della proposta, Maria Teresa era soltanto una ragazza che non sapeva niente dell’amore e il suo cuore non aveva mai battuto per nessuno. Le cose andarono così.

Papà aveva un compare, non so dirvi con precisione se si erano veramente tenuti i figli a battesimo oppure custodivano una grande amicizia, io non ho mai capito il vero significato della parola. Un giorno il compare le propose d’imparentarsi, datto che lui aveva dei figli e che Maria Teresa era ancora libera, e papà si senti onorato quindi accolse la proposta con grande entusiasmo e senza chiedere alla figlia se fosse d’accordo o no. Il figlio piccolo del compare, lo chiamerò Domenico, di qualche anno più grande di Maria Teresa, era riservato e pure molto innamorato perché, ecco, la ragazza, aldilà della sua bellezza classica, aveva un certo fascino. Ancora oggi, quando cammino con lei per la strada, guardo divertita gli uomini come la sfiorano con lo sguardo; c’è chi rimane addirittura folgorato e chi si ferma per fare i complimenti. Domenico, compagno di scuola di Santo, il fratello maggiore di Maria Teresa, s’invaghì di lei forse una sera quando quest’ultimo la portò a ballare (da adolescente, Maria Teresa poteva uscire solo se accompagnata da uno dei suoi tre fratelli) e lei, incontrando un gruppo di amiche, si allontanò senza avvisare. Quando Santo si accorse che la sorella non era più nei paraggi, chiese a Domenico di accompagnarlo e la cercaronò per tutta la notte nei posti più conosciuti della città. Solo verso la mattina la trovarono, a una festa di una delle sue amiche, abbracciata in un angolo buio della casa con un ragazzino che le stava accarezzando le cosce e il cui padre era uno sbirro e questo non si era mai visto nella sua famiglia. Prima che i due giovani si rendessero conto di quello che stava succedendo, il fratello di Maria Teresa la strappò dalle braccia del ragazzo, che per lo spavento si svegliò dalla sbornia che aveva preso bisbigliando un timido “scusate” e la trascinò in macchina. Sulla strada di ritorno a casa, mentre Santo la stava redarguendo, Maria Teresa non diceva una parola e Domenico se ne innamorò; sarà stato per quello sguardo fiero che non chiedeva perdono o forse per quel corpo tenero che sedeva intrapolato sul sedile posteriore della macchina in silenzio. Da allora cominciò a osservarla con attenzione e crescente ammirazione, e le occasioni di starle vicino non mancarono, visto che oramai era diventato l’ombra del fratello. E quando si convinse che era lei la donna che voleva accanto nella buona e nella cattiva sorte, lo comunicò al padre. In pochi giorni i giochi furono fatti e tutti furono contenti. Ma come succede spesso in questi casi, non fu una storia con lieto fine.

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Maria Teresa

Nata a Palermo

14/10/2018|  
stellina story teller

Esattamente due settimane fa.

Stiamo camminando insieme per le vie centrali di Roma, a passo lento, senza allontanarci mai troppo dalla piazza San Lorenzo in Lucina, dove Maria Teresa ha stabilito il suo quartier generale oramai da più di quattro mesi. Stiamo percorrendo via Borgognona ma il suo cuore batte ancora per Palermo. Con la testa è ancora là, in via Maqueda, dove si recava almeno una volta alla settimana in uno dei palazzi diroccati a salutare una sua amica storica e a fare, poi, il giro dei negozi. L’unica nostalgia che non riesce a nascondere quando la guardi negli occhi, il punto debole quando si mette a parlare, la linfa che le circola nelle vene. Infatti se le parli bene di Palermo, ti amerà per sempre, se le parli male, ti odierà perché l’unica che si può permettere di parlare male della sua città è lei. Mi viene difficile pensare che qualche anno fa sentiva solo un impellente bisogno di liberarsi dalle invisibili catene che la tenevano legata a Palermo, alla sua famiglia, per la quale si sarebbe comunque buttata nelle fiamme dell’inferno se glielo avessero chiesto, alle tradizioni che essa conservava. Un bisogno tanto forte che di notte la faceva sognare mondi lontani e gente sconosciuta che l’accoglieva senza chiederle chi fosse e da dove venisse; di giorno invece, quando tornava con i piedi per terra, pur non sapendo ancora bene cosa volesse fare della la sua vita, sapeva quello che non voleva: non voleva vivere più a Palermo. Ora tutto è cambiato e lei vorrebbe tornarsene a casa ma questo vuol dire riappacificarsi con papà. 

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Calogero

Domande e risposte

06/10/2018|  
stellina story-teller

“Quanto c’è da aspettare, Maria Teresa?”. “Non so, degli anni”. “Quanti anni?”. “Non te lo so dire, gioia mia… dipende da tante cose. Tu, però, non ti preoccupare, io ci sono e ci sarò per sempre”. 

Così mi disse Maria Teresa un giorno di fine agosto, quando ci vidimo di sfuggita in un bar del centro, prima che salisse su un aereo che la portava dall’isola alla sua nuova casa nel cuore della capitale. Io invece mi preoccupavo perché vedevo il tempo passarmi davanti e non ritornare più. Immaginavo lui, contare i giorni e, come un leone in gabbia, passare dalla rabbia alla calma fredda nel tentativo di farsene una ragione – lui, che non ha mai amato aspettare o accettare decisioni altrui – e lo stupore negli occhi quando mi avrebbe rivisto e non riconoscendomi, mi avrebbe chiesto quale fosse il mio nome. E tanti altri scenari inquietanti che mi logoravano i giorni e non mi davano pace la notte.

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Calogero

Spiagge

24/09/2018|  sul mare
stellina story-teller

IT

Le spiagge si sono svuotato da settimane e l’autunno è oramai alle spalle ma per Stellina non cambia niente. Lei sta ancora aspettando Calogero… giorni, mesi, anni come una sfinge in attesa del faraone. Se lo incontrate, ditegli che Stellina aspetta.

Beaches are empty now and fall is knocking at the door but nothing really changes for Stellina. She’s still here waiting for Calogero…days, months, years like a  stone sphinx waiting for the pharaoh. If someone meets him, tell him Stellina waits.

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