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dramma

Calogero

Domande e risposte

06/10/2018|  
stellina story-teller

“Quanto c’è da aspettare, Maria Teresa?”. “Non so, degli anni”. “Quanti anni?”. “Non te lo so dire, gioia mia… dipende da tante cose. Tu, però, non ti preoccupare, io ci sono e ci sarò per sempre”. 

Così mi disse Maria Teresa un giorno di fine agosto, quando ci vidimo di sfuggita in un bar del centro, prima che salisse su un aereo che la portava dall’isola alla sua nuova casa nel cuore della capitale. Io invece mi preoccupavo perché vedevo il tempo passarmi davanti e non ritornare più. Immaginavo lui, contare i giorni e, come un leone in gabbia, passare dalla rabbia alla calma fredda nel tentativo di farsene una ragione – lui, che non ha mai amato aspettare o accettare decisioni altrui – e lo stupore negli occhi quando mi avrebbe rivisto e non riconoscendomi, mi avrebbe chiesto quale fosse il mio nome. E tanti altri scenari inquietanti che mi logoravano i giorni e non mi davano pace la notte.

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Stellina aka Gioia

Estate

17/08/2018|  sud
stellina al sud

Un estate fa la storia di noi due era ancora una favola, ma l’estate va e porta via con se anche il meglio delle favole….tralalalala….

Ho comunque una strana sensazione che le acque stanno per rischiararsi.

Non c’è niente altro da dire; fino alla prossima storia guardatevi i costumi di Stellina su Instagram.

We would still live in a fairytale last summer and I wouldn’t wear so many one-piece swimming suits but we all know fairytale don’t last forever…

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Maria Teresa

Battesimo

09/01/2018|  Italy
velluto storie noir stellina décolleté dolce gabbana

Italiano

“Un altro anno…”. bisbigliò Stellina, alle prese con la sistemazione dei regali di Natale, mentre guardava all’interno della scatola di Maria Teresa, quasi più sbigottita dal colore scintillante del velluto morbido che si lasciava intravvedere tra i fogli di carta velina bianca che dal filo dei suoi pensieri, infidi e tortuosi. “Un altro anno, altri vestiti, altre scarpe…e si sentiva già stanca solo al pensiero che tutte queste cose avrebbero dovuto trovare il posto che le spettava nell’armadio. A queste scarpe spettava, senz’altro, un posto di riguardo. 

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Stellina aka Gioia

Weekends with Stellina

21/03/2017|  Italy
italian fashion stories weekends by Stellina

IT: Cosa fa Stellina nel fine settimana. Va a teatro o a cena, si tratta spesso di cene in casa – di tipo bunueliano anche se lei è sempre stata indecisa tra Il fascino discreto della borghesia (#ilfascinodiscretodellaborghesia su Instagram) e La grande bellezza – in versione laica, l’ombra del Vaticano è meno ingombrante in provincia – altre volte viaggia, viaggi corti, in Italia, a Venezia spesso, soprattutto ora che Jezebel è ricoverata in una clinica in laguna. Jezebel beveva troppo ultimamente. Stellina ha dovuto insistere perché lei accetasse di parlare con questo loro amico che dirige una clinica a Venezia. Lui l’ha convinta che doveva provare.

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Stellina aka Gioia

Blue eyes

17/03/2017|  presto andremo in via degli Angeli
italian story blue eyes short film by stellina

IT: Ecco cosa era accaduto quel giorno prima che Stellina fosse uscita di casa e dopo. Prima erano quasi le undici, una mattinata fiacca in cui il tempo sembrava scorere con una molezza daliniana. Lei si preparava per andare da qualche parte. Mentre si stava incastrando da sola in rigorosi orpelli neri, le venne inspiegabilmente voglia di ascoltare della musica, qualcosa che mettese in moto il sangue e scatenasse l’immaginazione. Stellina vive molto di immaginazione.

Cercò Father Figure su You Tube, la canzone di George Michael che forse amava di più. L’ultima volta che l’aveva ascoltata era ai tempi del liceo. Allora c’erano A. e N. e le altre, erano giovanni e incoscentemente felici e il sabato sera si preparavano per uscire. Mettevano su calze nere e tacchi a spillo e stavano sveglie fino all’alba quando tornavano a casa a piedi nudi, il rossetto ormai sbavato e il cervello ancora sveglio. Pensavano che questa fosse la libertà. Una sorta di libertà. E che sarebbe durata per sempre. E’ durato quel’che è durato. E di quel periodo si sono tenute l’abitudine di mettere ognitanto calze nere e tacchi a spillo.

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