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dramma

papà

Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente – nel bene e nel male – operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti vengono qui e pretendono, nessuno mai che ci chiedesse permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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Calogero

Notizie da Palermo

30/03/2019|  
stellina story-teller

Circa dieci giorni fa chiesi a un amico di Palermo, con cui mi sentivo di tanto in tanto per telefono, i giornali con le notizie della settimana. Una brava persona, onesta e servizievole, che non faceva mai domande – e questo è un grande pregio dei siciliani – sebbene qualche perplessità sui fatti che stavo raccontando ce l’avesse; le nostre conversazioni, più che delle chiacchierate tra amici di vecchia data – che noi no eravamo – erano dei scambi di messaggi in cui c’informavamo a vicenda delle routine quotidiane, del tempo che faceva a Palermo – diceva che questo fu uno di quegli inverni che i palermitani se lo sarebbero ricordato per quanto freddo hanno dovuto sopportare – , delle prossime vacanze da fare, messaggi che finivano sempre con un semplice auspicio di buona giornata. Una volta al mese o anche più di rado lui si metteva da parte una decina di giornali – i tre, quattro più importanti dell’isola, ai quali ultimamente aveva rinunciato a favore del Giornale di Sicilia in quanto gli risultava “il più attendibile se t’interessano le notizie e la cronaca di Palermo”; forse anche il più letto dai palermitani. Li piegava con cura prima di introdurre in una busta di plastica e me li mandava con il corriere. Non capiva molto bene perché ci tenevo ad avere notizie di una città così lontana da me fisicamente ma intuiva che con questo suo gesto mi faceva contenta. E io, come qualsiasi persona innamorata di un luogo – per ragioni che solo in parte avevano una spiegazione logica – aspettavo il postino con emozione e, una volta consegnatami la busta, la aprivo e leggevo le notizie tutte d’un fiato, facendo delle considerazioni o storcendo il naso come se conoscessi davvero le strade, le persone, i fatti e i santi. E quando arrivavo alla fine, mi sentivo come se avessi fatto il bagno in una pozzanghera di fango e sangue che avevo bisogno di rimuovere di dosso. Eppure, diceva papà, in quella melma nascevano e spesso, i più pazienti ricercatori trovavano delle grosse pepite d’oro. Lui era convinto che le risposte a questi grandi misteri dell’evoluzione dell’isola si celavano tutte nella storia non scritta o in quella difficile da reperire che giaceva sugli scaffali impolverati di biblioteche di cui nessuno parlava, e nelle varie teorie antropologiche. “Noi fummo i vinti ma la storia la scrissero i vincitori …. legga, signorina, legga e capirà tante cose…”. 

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Maria Teresa

In partenza

15/03/2019|  
le storie di stellina

E mentre Domenico si mise nelle mani di Dio, Maria Teresa, la promessa sposa, non ebbe vita facile…

Ovviamente questa specie di débâcle sentimentale la afflisse e come si può intuire, afflisse assai anche la famiglia. In quel nefasto anno papà si ammalò, i fratelli di Maria Teresa furono coinvolti in una serie di eventi che agitarono non poco le acque in tutta la parte nord dell’isola – si trattava di quel genere di fatti che i telegiornali schiaffano sempre in prima pagina quando danno notizie sulla Sicilia e in cui non mi addentrerò non conoscendo i dettagli ma sicuramente ci sarebbe da scrivere anche qui un romanzo – e la povera figliuola, trovatasi in mezzo alla tempesta, se ne dovette andare. Tutte cose che accaddero insieme ma non vi è certezza, non da parte mia, di dire quale fu l’evento scatenante. Certo, non voglio insinuare niente ma dicono che papà, tanto si era amareggiato della situazione che un bel dì, mentre stava uscendo di casa, cadde a terra come un pero e non si svegliò più per giorni. E quando lo fece, si trovò legato a una flebo in un letto d’ospedale e i parenti accanto che lo vegliavano come se fosse già morto. Si riprese quando in paese lo davano per spacciato e non solo ritornò a casa ma si mise a lavorare più di prima perché c’era tanto da fare; c’era da mandare avanti l’azienda, da risolvere le grane dei figli, da rivedere gran parte delle sue storiche alleanze che fino ad allora si erano rette in parte sui matrimoni combinati dei figli e in parte sul suo fiuto per gli affari; Calogero, credo, fu l’unico che si sottrasse a questa regola, sposandosi con chi gli piacque ma era risaputo che quella donna non varcò tante volte la soglia della loro casa. A cosa servisse tutto questo, non lo so. Per chi lo conosceva poco, papà poteva sembrare un uomo dedito a conquistare il mondo quando in realtà lui non si muoveva più da Palermo da anni e quello che succedeva fuori dalla Sicilia erano per lui variabili intervenienti, ritenute importanti solo se cambiavano effettivamente qualcosa nell’andamento delle cose sull’isola. I medici lo misero in guardia però ed era consapevole che se voleva campare ancora, doveva cambiare molte delle sue abitudini quotidiane.  

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Stellina aka Gioia

La notte del quattordici

15/02/2019|  
i diari di stellina storyteller

“Spegniete la luce e lasciatemi sognare”. La notte del quattordici febbraio è andata cosi….

“Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
«Avete visto l’amore dell’anima mia?».
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia.
Lo strinsi forte e non lo lascerò,
finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre,
nella stanza di colei che mi ha concepito.

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I Diari di Stellina

Stellina seduta

21/01/2019|  
stellina seduta fotografia diari personali

Stellina seduta, nel cuore della sera, con un filo di voce: “pensi che Calogero si rifarrà una vita quando ritornerà?”

Maria Teresa in piedi, legge qualcosa da un foglio di carta stropicciato che ha trovato in uno degli scomparti della borsa; mentre si gira verso il cammino per buttare la carta strappata in mille pezzi, risponde: “No, ma quando non ci sarà più papà, sicuramente si….allora tutti noi ci rifaremo una vita”.

Lei se la sta già facendo.

stellina seduta fotografia diari personali
stellina seduta fotografia diari personali
stellina seduta fotografia diari personali

a presto

leggi i diari personali di Stellina qui

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