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cantastorie

Maria Teresa

Addio

19/11/2018|  
le storie di stellina

L’addio fu l’atto finale di un dramma annunciato e quella sera non dormii affatto. Domenico se ne andò sbattendo la porta, lasciandoci con l’eco dei suoi presagi che rimbombavano nella stanza come le campane di una chiesa sconsacrata e in uno stato d’ansia terribile; a me perché conoscevo Maria Teresa da poco, credo meno di un anno, poi non ero abituata a vedere, tantomeno partecipare alle tragedie familiari altrui; a Maria Teresa, perché non sapeva cosa aspettarsi dopo la lite furibonda con il fidanzato e tutte quelle parole che erano uscite dalla loro bocca, sbrindellando i cuori come dei proiettili d’acciaio e ferendo a morte l’uomo. Lei era ancora in piedi.

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Maria Teresa

La proposta

28/10/2018|  
maria teresa

Ai tempi della proposta, Maria Teresa era soltanto una ragazza che non sapeva niente dell’amore e il suo cuore non aveva mai battuto per nessuno. Le cose andarono così.

Papà aveva un compare, non so dirvi con precisione se si erano veramente tenuti i figli a battesimo oppure custodivano una grande amicizia, io non ho mai capito il vero significato della parola. Un giorno il compare le propose d’imparentarsi, datto che lui aveva dei figli e che Maria Teresa era ancora libera, e papà si senti onorato quindi accolse la proposta con grande entusiasmo e senza chiedere alla figlia se fosse d’accordo o no. Il figlio piccolo del compare, lo chiamerò Domenico, di qualche anno più grande di Maria Teresa, era riservato e pure molto innamorato perché, ecco, la ragazza, aldilà della sua bellezza classica, aveva un certo fascino. Ancora oggi, quando cammino con lei per la strada, guardo divertita gli uomini come la sfiorano con lo sguardo; c’è chi rimane addirittura folgorato e chi si ferma per fare i complimenti. Domenico, compagno di scuola di Santo, il fratello maggiore di Maria Teresa, s’invaghì di lei forse una sera quando quest’ultimo la portò a ballare (da adolescente, Maria Teresa poteva uscire solo se accompagnata da uno dei suoi tre fratelli) e lei, incontrando un gruppo di amiche, si allontanò senza avvisare. Quando Santo si accorse che la sorella non era più nei paraggi, chiese a Domenico di accompagnarlo e la cercaronò per tutta la notte nei posti più conosciuti della città. Solo verso la mattina la trovarono, a una festa di una delle sue amiche, abbracciata in un angolo buio della casa con un ragazzino che le stava accarezzando le cosce e il cui padre era uno sbirro e questo non si era mai visto nella sua famiglia. Prima che i due giovani si rendessero conto di quello che stava succedendo, il fratello di Maria Teresa la strappò dalle braccia del ragazzo, che per lo spavento si svegliò dalla sbornia che aveva preso bisbigliando un timido “scusate” e la trascinò in macchina. Sulla strada di ritorno a casa, mentre Santo la stava redarguendo, Maria Teresa non diceva una parola e Domenico se ne innamorò; sarà stato per quello sguardo fiero che non chiedeva perdono o forse per quel corpo tenero che sedeva intrapolato sul sedile posteriore della macchina in silenzio. Da allora cominciò a osservarla con attenzione e crescente ammirazione, e le occasioni di starle vicino non mancarono, visto che oramai era diventato l’ombra del fratello. E quando si convinse che era lei la donna che voleva accanto nella buona e nella cattiva sorte, lo comunicò al padre. In pochi giorni i giochi furono fatti e tutti furono contenti. Ma come succede spesso in questi casi, non fu una storia con lieto fine.

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Maria Teresa

Bastardi

24/10/2017|  Versilia
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Italiano

Qualcuno usa ancora la parola bastardi…

Venerdì pomeriggio è arrivata con la Frecciabianca da Roma, non avendo trovato biglietto sul volo Roma-Pisa della sera. Io aspettavo da dieci minuti e fremevo quando il treno si è fermato alla stazione e Maria Teresa è scesa con una valigetta di pelle e una piccola borsa in cui teneva il necessaire di ogni donna e poco più. Era tirata in viso, molto magra rispetto a come me la ricordavo in estate e le sue mani, per quanto dicesse che lavorava, mi facevano pensare a quelle di una bambola. “Sei dimagrita” le ho detto appena l’ho abbracciata. Lei si è tirata indietro e mi ha sorriso “Stai tranquilla, non c’è niente per cui preoccuparsi”. Io invece mi preoccupavo perché sapevo dei suoi problemi con il peso e del suo buio passato da bulimica.  Ha acceso una sigaretta, fumava di nuovo, e ha chiesto dove l’avrei portata immaginandosi che, come al solito quando veniva a trovarmi, avevo ancora delle cose da sbrigare in giro. Le chiesi com’era andato il viaggio a Roma. Mi raccontò che era partita da Palermo mercoledì, papà l’aveva mandata con delle precise commissioni da fare per conto suo. Loro avevano dei contatti nella capitale e Calogero si trovava in Marocco, quindi lei era l’unica che poteva muoversi e risolvere le faccende di famiglia in questo momento. Era preoccupata, almeno io l’ho vista cosi. Dopo due giorni passati tra uffici e noiosissimi incontri di lavoro in cui non ha fatto altro che riportare le parole di papà, ha preso il primo treno per Pisa con l’intenzione di fermarsi un paio di giorni da me prima di tornare a casa per la festa di compleanno che papà stava preparando per lei, come tutti gli anni. Maria Teresa era il suo cuore anche se lei diceva che in realtà non l’amava come amava Calogero. Papà amava tutti i suoi figli ma penso che per loro due nutriva quella debolezza che un padre nutre per i figli più piccoli. 
Venerdì è passato in un soffio. Siamo state in casa, abbiamo cucinato e le ho chiesto di queste voci che mi erano arrivate sul fatto che Calogero si facesse vedere in giro con la marocchina, “quindi era una cosa ufficiale” dissi io, e lei “ma guarda che a casa non l’ha mai portata, perché sa come la pensa papà, gioia. Quindi non so cosa vuoi che ti dica se l’ho vista di sfuggita, quelle volte quando lui passa da casa e allora la fa aspettare in macchina”. Mentiva, me lo sentivo. Sabato siamo uscite a cena e, come se non dovessimo festeggiare ma andare a un funerale, ci siamo vestite di nero; io in Francesco Scognamiglio, lei, con il top con penne di gallo che avevo comprato su Yoox qualche settimana fa che, pur non essendo Dolce & Gabbana, le è piaciuto molto. Siamo rientrate a notte fonda e rimaste sveglie fino a quando la luce dell’alba non ha cominciato a filtrare tra le fessure delle tapparelle bianche mentre la stanchezza si faceva sentire sempre di più. Domenica ci siamo alzate tardi e lei si è messa a preparare la valigia. Era pensierosa, la stavo aiutando a raccogliere le sue cose in giro per la casa quando mi ha detto “Sono incinta…. non sapevo se dirtelo o no….”; sono rimasta per una attimo scioccata e senza parole. Per quanto ne sapevo io, Maria Teresa non frequentava nessuno in particolare, da quando, l’anno scorso, aveva chiuso la storia con l’uomo che la chiamava Mimise. Più giovane di lei – non stava nelle sue abitudini frequentare uomini più giovani – e poco gentiluomo, questo si aveva racontato in giro che andava a trovare Maria Teresa a notte fonda e che lei lo aspettava in camicia da notte di seta e quando andava via, lei gli faceva trovare dei soldi sul comodino. Presto le parole arrivarono alle orecchie di Calogero. Pensando che la sorella potesse essere una facile preda per coraggiosi avventori in cerca di una sistemazione – lei per di più aveva una fortuna sulle spalle – una sera ha aspettato l’uomo sotto casa e ha risolto il problema per sempre, come dicono loro. Ora questo qua vive in Francia e non si sa bene di cosa si stia occupando, ma quando ritorna a casa, di Maria Teresa non parla più.

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