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blogger life

Isabella

All in

07/10/2016|  in the house
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–  IT –

“Mai far capire a loro le tue mosse …” dice Jezebel mentre prepara le carte, “ovviamente questo vale solo se vuoi vincere….”, “ci sono anche quelli che vogliono perdere?” le chiedo, “si, ci sono”. Che strano mondo….

E’ quasi mezzanotte da questa parte del mondo. La città, ammutolita, sta affondando in un sonno ipnotico e noi siamo più sveglie di un rapace notturno a caccia di carne fresca; una come lei sa come fare a tenere il fuoco acceso per giorni. Sta seduta comodamente in una delle poltrone della sala, gambe accavalate e sguardo tenero da cerbiatta ma è solo un trucco, nel suo cuore più nero della notte c’è una bestia che dorme.   

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Isabella

Am I the only one alive here…?

28/09/2016|  downtown and then home
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   –  IT  –   

Da qualche parte nella città i raggi del sole sono ancora potenti come la speranza, dentro di me, di vedere Jezebel spuntare da qualche vicolo o di sentire i suoi tacchi sottilissimi picchiettare l’asfalto dorato – le strade hanno sempre questa patina giallo-lucida a quest’ora del pomeriggio – e di reggere il peso delle sue mani viziose sulle mie spalle nude. Quel tocco che riconoscerei tra mille. Ragazze giovani con gonne troppo corte e cuori appena spezzati mi passano accanto con la leggerezza dei fantasmi. Un tuono ogni battito del mio cuore quando sento i loro passi arrivare, vicino, sempre più vicino fino a quando non mi raggiungono. E vanno oltre nel più misterioso dei silenzi.

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Stellina aka Gioia

Quiet

25/09/2016|  Forte dei Marmi, Italy
story of my life quiet forte dei marmi photography by The Italian Glam

  –  IT  –

Ora è tutto calmo qui. Siamo rientrati in tempo per vedere le stagioni cambiare e la città levarsi di dosso l’odore dell’Est e di soldi facili arrivati da commerci illegali e finanziarie svizzere (da quello che dice un suo amico poliziotto, questa città è più assatanata di soldi di una donna senza scrupoli). Volevamo vedere come sarebbe stato passare, in giro di qualche ora, come in un sogno, da soffocanti serate estive – di più per il formicaio di gente che per l’afa –  alle strade vuote e all’aria frizzante di inizio autunno. Ed è stato bello.

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Stellina aka Gioia

Tempi moderni

22/09/2016|  a casa, Viareggio
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–  IT  –

Domenica mattina. Come in un rituale lui si alza prima che il sole sia sorto, si fa la barba ed esce a prendere il giornale, sento sbattere la porta, le gomme della macchina strusciare sull’asfalto e poi il silenzio, più insidioso della finissima pioggia che scende ininterrotta sui tetti dei palazzi, sul cotto nel giardino e sui miei sogni. O quello che ne è rimasto di loro. 

      Dopo nemmeno venti giorni dall’ultimo incontro, Maria-Teresa sembra un’apparizione, un sogno finito troppo presto e benché ci sia ancora tanto fino al suo compleanno, sto pensando a cosa potrebbe desiderare una ragazza che ha già tutto, se quello che io non ho può chiamarsi tutto. In realtà so cosa vuole e mi rincresce di non poter darglielo, nessuno può.  Quello che invece posso darle è il mio affetto, il supporto, una parte di me se avesse bisogno. Insieme a qualcosa su cui ci sia scritto Dolce & Gabbana. La fa stare meglio, sentirsi al sicuro. 

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Maria Teresa

An Italian affair

18/09/2016|  in a house on the beach
blogger diaries an italian affair fotografia bianco e nero by The Italian Glam

  – IT  – 

circa venti giorni fa

Quattro giorni insieme.  Solo io, lei e il mare che si vedeva dal giardino – un pezzo di spiaggia privata riparata dagli sguardi dei passanti da un muro altissimo, al suo interno crescevano indisturbate piante secolari di buganvillea, agavi giganti e altri arbusti tipici della vegetazione mediterranea che ci proteggevano dal sole ma di cui ignoravo il nome, tra di loro antiche colonne di pietra si innalzavano verso il cielo, sculture classiche e moderne spuntavano ad ogni passo insieme a pezzi di navi affondate, recuperati nel mare antistante e oggetti di ogni genere che sempre il mare, negli anni, aveva portato a riva.  Mi ha raccontato dopo che era stato il marito di sua zia, uno dei pittori informali più conosciuti negli anni ’70-’80, a creare questo particolarissimo museo all’aria aperta. In fondo al giardino, immersa nel verde, una casa di fine 800 a due piani quasi abbandonata, nella quale c’era abbastanza posto per nascondersi e lei che rianimava ogni angolo con la sua voce e le sue risate.

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