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bianco e nero

Maria Teresa

Addio

19/11/2018|  
le storie di stellina

L’addio fu l’atto finale di un dramma annunciato e quella sera non dormii affatto. Domenico se ne andò sbattendo la porta, lasciandoci con l’eco dei suoi presagi che rimbombavano nella stanza come le campane di una chiesa sconsacrata e in uno stato d’ansia terribile; a me perché conoscevo Maria Teresa da poco, credo meno di un anno, poi non ero abituata a vedere, tantomeno partecipare alle tragedie familiari altrui; a Maria Teresa, perché non sapeva cosa aspettarsi dopo la lite furibonda con il fidanzato e tutte quelle parole che erano uscite dalla loro bocca, sbrindellando i cuori come dei proiettili d’acciaio e ferendo a morte l’uomo. Lei era ancora in piedi.

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Stellina aka Gioia

Gioie e dolori

09/11/2018|  
storie noir

“Quando una donna ha al suo fianco un uomo come papà o come Calogero, deve essere consapevole che la sua vita non è come la vita degli altri” diceva Maria Teresa.

“E’ una vita solitaria perché l’uomo a cui si è unita si vede di rado o addirittura non c’è mai e la gente che ha intorno o la guarda circospetta o la odia. Un giorno può succedere che lui se ne debba andare per ritornare dopo anni quando lei è già invecchiata e i figli che ha cresciuto da sola, abbastanza grandi da discernere da soli se ribellarsi o no. A volte non torna più o torna con i piedi in avanti e lei si deve vestire di nero e onorare il suo nome per i giorni che le restano da vivere.

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Stellina aka Gioia

Conseguenze

19/02/2018|  
conseguenze storie noir stellina

Italiano

Qualche giorno o qualche settimana fa, non me lo ricordo…. Verso le sei e mezzo di mattina suona la sveglia; lui scatta in piedi come se avesse sentito i sognali di un serpente, prende dall’armadio una camicia bianca con le sue iniziali ricamate sopra, un paio di jeans neri, una giacca in fresco di lana blu-notte, tutto Loro Piana, si veste velocemente ed esce. Non lo vedo per tutto il giorno, me lo immagino chiuso tra quattro mura bianche dove l’aria è sterile e la luce fredda delle lampadine accecca più del sole di mezzogiorno. Alle due chiama pensando che io sia rientrata dalla psicologa, la voce dall’altra parte del filo è quasi rilassata mentre mi racconta qualcosa di divertente; tornerà per le sette e mi porterà a cena, se non ci sono complicazioni. 
Pochi minuti prima delle cinque è a casa, sento dalla vasca l’eco dei suoi passi cadenzati nel corridoio; quando arriva davanti al bagno, trattengo il respiro e aspetto che la porta si apra. Invece no, i passi si dirigono verso la camera da letto. Lo trovo lì, con la giacca che aveva messo in mattinata ancora addosso, sdraiato su un fianco e un po’ assente; mi preparo con diligenza: scelgo un tubino nero di Aquilano Rimondi, la cipria color porcellana, inspiegabilmente scarpe troppo alte e troppo chiare per l’occasione e poco più.

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Stellina aka Gioia

Il paese dei magnacci

13/12/2017|  Wasteland
il paese dei magnacci storie noir stellina

Italiano

Ho pensato tanto prima di scrivere queste due righe sull’ultimo viaggio che ho inevitabilmente intrapreso, dopo aver ricevuto una strana notizia, in quello che metaforicamente chiamo Wasteland e Maria Teresa, altrettanto metaforicamente, il paese dei magnacci. Lei non lo chiama così per conoscenza diretta ma perché ha sentito Calogero chiamarlo così: la verità è che neanche Calogero lo conosce bene tuttavia la sua teoria non fa una piega. Ho pensato molto perché avrei voluto trovare una parola più gentile di quella che ha usato Maria Teresa…

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I Diari di Stellina, Stellina aka Gioia

Padri e figlie

27/09/2017|  sotto le stelle
storie noir stellina

– Italiano –

Qualcosa di personale. Tengo a Maria Teresa, a Calogero, a papà: a ognuno tanto e in modo diverso, ma prima di loro ero innamorata del principe.

Lo vidi per la prima volta quando avevo quindici anni, un anno più un anno meno, e fu il primo uomo per cui sentii qualcosa, il vuoto dentro lo stomaco e la strana sensazione di ebbrezza senza aver bevuto niente. Tutto questo è successo subito dopo aver delucidato con le compagne di classe, durante l’ora di francese che avevamo saltato per andare in un bar di fronte al liceo dove atteggiarsi da donne mature e fumare sigarette, il mistero di cosa potesse realmente fare un uomo a una donna. Prima di quel momento, gli uomini erano soltanto dei portatori di pantaloni con ruoli ben precisi: padri, nonni, fratelli.

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