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Risoluzioni

16/01/2017|   on the phone
story of my life risoluzioni cortometraggio by The Italian Glam

 

  –  IT  –

9.57 di sabato mattina. Giro per la casa come un fantasma e penso a loro, a tutti quelli a cui ci tengo. Alle loro risoluzioni che in qualche maniera mi riguardano e ho quasi la certezza che presto mi investiranno. Sono tutti così lontano. Tra le tende di lino la luce del mattino, più insidiosa di un cavallo troiano, si infiltra dentro e mi raggiunge, mi scivola addosso, si schianta sul pavimento di ceramica e muore in silenzio.

Salendo in mansarda mi viene in mente che a colazione lui aveva detto qualcosa di una cena. Nel frattempo arriva il perito e lui si trattiene con esso, lo sento parlare degli ultrapiatti della Universal Genève e di altre storie di finissima orologeria – storie di cui gran parte conosco già molto bene – e la mattinata se ne va. Dove non lo so.

Mentre mi vesto faccio il riassunto dei progetti di cui mi hanno parlato ultimamente.

Del 2017 lui ha solo detto due parole. “Sarà un anno molto importante…”. Enigmatico come sempre.

Con Jezebel ho parlato nei primi giorni dell’anno. Per telefono. Jezebel non è stata solo colei che mi ha insegnato a giocare a carte, è stata anche quella che mi ha insegnato a bere. Se le chiedeste mai “perché bevi, Jezebel?” vi dirà”perché non ho ancora trovato un altro modo per dimenticare…”. Per quello che riguarda le risoluzioni, mi ha detto “tesoro, sono valide quelle che abbiamo stabilito insieme l’anno scorso…” mi ricordo bene, eravamo a Venezia, “con una sola differenza: che se ci dovessimo ubriacare, lo faremo solo con champagne”.

A. ha deciso di fare pulizia nella sua vita. Queste risoluzioni mi piacciono talmente tanto che solo il pensiero di vedere la sua vita alleggerita di pesi inutili mi fa venire il pianto.

Ora mi rendo conto che non so niente di N. e de suoi piani. 

La mia Maria-Teresa. Mentre sto pensando a lei, sento il telefono suonare. Il suono stridente taglia il filo dei pensieri come il rasoio una vena e mi fa sobbalzare sulla sedia. “Cosa stai facendo, gioia mia?” mi chiede Maria-Teresa. Siamo sempre in una strana sintonia noi due.  Mi parla da oltre mare ed è talmente vicina che potrei sentire il suo odore penetrare nelle narici e perforare i polmoni.  Le dico che sto provando dei vestiti, lei mi chiede “cosa…”, io le rispondo e mi spiazza. La prima volta. “Stai indossando troppo Zara, gioia mia. Però lo fai con tanta naturalezza che è come se avessi addosso uno Chanel e lo so che non sai nemmeno come un vero vestito di Chanel sia fatto. “E’ la cosa che mi riesce meglio” le dico “e poi  Zara è l’unico trash che metti addosso e somiglia ancora a un vestito decoroso. Come vedi sono sopravissuta a Chanel…”. “Ed è proprio per questo che papà ti adora…perché non ti sei venduta ai francesi”.

Poi mi parla delle sue risoluzioni. La prima riguarda il suo amatissimo papà. La seconda riguarda Calogero e la terza, i miei vestiti di Zara, che vorrebbe tagliare a pezzi. E alla fine mi dice “Non so se te l’ho detto, gioia mia, Calogero è tornato a casa da Bruxelles. L’altro giorno, verso sera, ce lo siamo trovati sulla soglia di casa. E la neve si è sciolta con lui. Quella notte siamo stati svegli fino all’alba e mi ha parlato a lungo delle sue di risoluzioni”. E mi spiazza. Per la seconda volta in 30 minuti. 

p.s. sapeste le risoluzioni di Calogero…ve le devo raccontare.

 

  – EN  – 

9:57 Saturday morning. I walk around the house like a ghost and think of all those I care for. Their resolutions that somehow relate to me and I’m quite sure that they will come over me soon. The morning light sneaks in through the linen curtains more insidiously than a Trojan horse, slips down my body and crashes against the floor in silence.

I go up in the attic and suddenly it comes to my mind that at breakfast he said something about a dinner tonight. Meanwhile he’s in the middle of a conversation with the insurance expert, I hear talking about Universal Genève’s ultra-thin movement and other Haute Horlogerie stories – most of these I already know very well – and the morning passes by. I wonder where.

As I dress I make a summary of the goals I’ve been told lately.

 He only said two words about 2017: “a very important year …”. Enigmatic as ever.

Jezebel. We talked the first days of the year. On the phone. Jezebel not only taught me how to play cards but she’s  been also the one who taught how to drink. When I ask her “why you drink, Jezebel?” she says “cause I haven’t found yet any other way to forget…”. As for the resolutions, she said the other day ” the ones we decided last year …” I remember them, we were in Venice, “with one difference: that this year we’ll only get drunk of champagne”.

A. decided to clean up her life and I love her for that. The only thought of seeing her relieved of useless weights makes me cry.

Now I realize I know nothing about N., her plans.

My darling Maria-Teresa. I think of her and I hear the phone ringing. The sound cuts the thread of thoughts like a razor and makes me jump out of the chair. “What are you doing, gioia mia?”. We’re always so tuned. She speaks from over the sea but she’s so close that I could smell her scent. I tell her I’m trying clothes, she asks me “What clothes…” and hits me. The first time. “You’re wearing too much Zara, gioia. And you do it like it was some fucking Chanel and I know you don’t even know how a Chanel looks like.” That’s what I do best ” I say “besides Zara is the only trash you put on and still looks like a decent dress. But I can live with that“, ” and that’s why daddy adores you… because you didn’t sell yourself to the French. “

Then she tells me about the resolutions. The first concerns his beloved father. The second has to do with Calogero and the third, with my Zara clothes, which would cut into pieces. And in the end “I don’t know if I told you, gioia, Calogero came back from Brussels. Yesterday evening he showed up on the doorstep and the snow melted with him. That night we stayed awake til dawn and talked about his resolutions”. And she hits me again. For the second time in 30 minutes.

P.S. if only you knew about Calogero’s resolutions … I have to tell you.

 

 

 

 

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7 Comments

  • Reply Elena 16/01/2017 at 10:13 pm

    Risoluzioni, e se anche per me il 2017 fosse l’anno delle decisioni importanti? Di nuovo? Intanto continuo a seguire le tue storie, di Jezebel, Maria Teresa, Calogero… Sempre affascinanti…

    xoxo
    http://www.bellezzefelici.blogspot.com

  • Reply Tania Sarin 17/01/2017 at 5:27 am

    love this post! xx

  • Reply Lizzy 17/01/2017 at 7:23 pm

    io non son capace di prenderle le risoluzioni…sono in balia della marea!

  • Reply Shopping Lady 18/01/2017 at 4:08 pm

    Non è la firma a fare la classe di una donna e con te è palese! Zara o Chanel sei sempre elegantissima!

    Shopping Girls

  • Reply Enrica Sciarretta 18/01/2017 at 11:53 pm

    quanto sei elegante e chic mia cara!

    blog: http://www.fashi0n-m0de.blogspot.it
    youtube: https://www.youtube.com/enricasciarretta-fashionmode

  • Reply Story of my life Capricciosa fashion photographyThe Italian Glam 19/01/2017 at 12:15 am

    […] here/ leggi cosa è successo prima […]

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