Calogero

Something about me and Calogero

02/12/2016|  on the road
story of my life calogero black white photography by The Italian Glam

–  IT  –

La storia è questa:

Eravamo in macchina. Viaggiavamo da un ora verso una meta sconosciuta. Il rumore delle parole che si stavano scambiando i due uomini davanti faceva da background e si accompagnava con il delicato scivolare della vettura e nessun colpo di freno, nessuna manovra affrettata che mi facesse impaurire o strapasse ai ricordi di quando dividevo un carinissimo appartamento sul mare con Angel Heart e Maria Teresa era appena tornata a casa dall’università. 

Quel giorno Maria-Teresa chiamò per dirmi che Calogero stava andando a Milano per affari e che sarebbe passato da qui per portarmi un pacco che lei aveva preparato per me. Le solite combinazioni di Maria Teresa, pensai io.

Calogero arrivò in città nel tardo pomeriggio e mi chiamò per dirmi che aveva qualcosa da darmi, chiedendomi inoltre se volessi andare a prendere un caffè con lui, visto che era molto stanco e che aveva bisogno di mezz’ora di riposo prima di proseguire. L’acqua e il caffè erano in effetti le uniche cose che beveva da quando aveva smesso di bere alcool. Non ero sicura che fosse una buona idea, perché avevo scoperto che, come Maria Teresa – benché per altri ragioni – nemmeno io potevo dire di no a Calogero quindi mi vestii e scesi sotto casa non appena lo vidi arrivare. Salii in macchina con il cuore in gola e il pensiero che non poteva accadere niente che io non volessi; lui, con il viso stanco dalle tante ore di viaggio che aveva fatto senza mai fermarsi, mi salutò, mi chiese come stavo e mise in moto la macchina. Prese la direzione autostrada e all’inizio pensai che forse andavamo a uno dei distributori che si trovavano vicino ma lui non si fermò fino a Milano.

Abbiamo fatto la Cisa, vorticosa e affollata. Dal guard rail vedevo la montagna strapiombare in dirupi spaventosi vicino a noi. Guidava come un pazzo tra le file di camion e macchine e quando meno me l’aspettavo, disse che quella stessa sera saremo andati al Gold. Sulla tangenziale di Milano fummo inghiottiti e tenuti in ostaggio dall’interminabile fila di macchine, una bestia scintillante che si trascinava con insopportabile lentezza sull’asfalto asciutto e mandava bagliori rossi nell’aria pesante della sera. Lui guardava dal finestrino la gente che viveva, come noi, le loro vite negli abitacoli e malediceva. Avrei voluto chiedergli perché ma non trovai il coraggio.

Due ore dopo eravamo dentro Il Gold. Era giovedì o forse mercoledì. Poca gente – per mia fortuna – seduta ai tavoli stava pranzando. Un cameriere ci fece accomodare a un tavolino vicino al bar e ci servì l’aperitivo. Acqua per lui e un Franciacorta rosé per me. Dentro c’era tanto oro, lampadari pesanti e marmo e nonostante l’atmosfera calda e accogliente, io sentivo freddo.

Tra il primo e il secondo flûte è successo qualcosa. Ho visto Calogero guardare verso l’entrata in un modo strano, più insistente del solito e mi chiesi se non dovevo preoccuparmi. Si avvicinò a me e  mi disse sottovoce “Hai visto chi c’è?”. Dalla porta d’ingresso avanzava un uomo di bassa statura, vestito di nero e con una tracolla sulle spalle. Si fermò un attimo al bar a parlare con il personale poi si recò nella sala da pranzo a un tavolo dove due uomini giovani e sorridenti lo aspettavano.  L’uomo era Domenico Dolce.

In tutto il ristorante eravamo una ventina: lo stilista con i suoi ospiti, noi al tavolo di fronte, una coppia di giovani che si scambiavano effusioni in fondo e un tavolo di donne arabe coperte con abiti neri dalla testa ai piedi che festeggiavano. Per tutto il tempo della cena Calogero, che dava le spalle all’ingresso, ha guardato me, in un modo strano, tutto il resto lasciandolo freddo e distaccato; mi ricordo che ha anche detto qualcosa del tipo “non è un privilegio”, io ho guardato Domenico Dolce mentre egli guardava in giro con l’aria divertita e quasi assente come se non fosse stato veramente lì. Ho mangiato poco, ho bevuto abbastanza da reggere qualsiasi cosa potesse accadere dopo e abbiamo fatto una scommessa (che ho perso). Al dessert, mi sembrava di essere sul set di un film di Tornatore – se solo Giuseppe sapesse – e il mio cuore stava per implodere quando ho visto Calogero alzarsi e passare vicino al tavolo di quell’uomo che io ammiravo molto. Per un attimo ho pensato che si sarebbe fermato e gli avrebbe detto qualcosa, magari riguardo i soldi che Maria-Teresa stava spendendo per i loro vestiti.

Siamo usciti dal ristorante a mezzanotte. A quell’ora Piazza Risorgimento sotto i raggi bianchi della luna piena sembrava un campo di battaglia abbandonato e noi gli unici sopravvissuti. Siamo saliti in macchina e partiti non so bene verso dove. Eravamo da qualche parte sulla A1 in direzione Firenze quando la macchina rallentò e si fermò nel parcheggio di un distributore di benzina. Senza dire una parola e totalmente al buio, Calogero mi immobilizzò sulla sedia color panna contrapponendo il suo peso contro il mio corpo, mi strappò i vestiti di dosso e mi scopò; con tutta la rabbia che aveva dentro perché in quegli anni non gli avevo mai permesso di amarmi. E io l’ho lasciato fare perché forse, in fondo, era quello che volevo da lui. In due ore siamo rientrati in Toscana. Mi ha portato a casa all’alba ed è sparito nella foschia mattutina. Quella è stata l’ultima volta che l’ho visto. Ho portato i suoi morsi sul collo per settimane nascondendoli sotto una sciarpa di seta nera e dopo un po’, quando le ferite si sono cicatrizzate, ho cambiato vita. Maria-Teresa non ha mai saputo niente di tutto ciò.

Il viaggio dell’altro giorno nella macchina del suo amico è stato un tormento.

p.s. se non ci credete, chiedete a Domenico Dolce, lui era lì quella sera. Magari non si ricorderà il mio viso, si ricorderà sicuramente  della giacca di velluto che avevo addosso. L’ha guardata più di una volta.

 

 

 –  EN but I suggest you check out the Google translation –

 

So this is the story:

We were in the car. Traveling. Minutes would flow silently away, no one has ever talked, no brakes, no hasty driving to disturb us from thinking only the engine soft sound in the background. And it happened. I got back. To the years I was single, living in a nice small apartment by the sea and he hadn’t yet shown up into my life.

That day Maria-Teresa called to tell me Calogero was on his way to Milan (for business) and he would stop by me.

He drove all day long and got here late afternoon. He was so tired of the trip that I said yes when he asked me if I would go out for a drink, he only drinks water and coffee since he quit drinking alcohol. As soon as I got in the car, he pushed down the pedal and took the highway to Milan. The whirling road was crowded still he would drive fast, squeezing between the trucks and cars, I would feel nothing but fear watching the mountains turning into rock cliffs beneath when I least expected it he told me we would take me to Gold that evening. He never asked if I wanted to. Later we’ve been caught out in the Milan freeway traffic, a red glittering beast dragging against the dry asphalt with unbearable slowness, he would watch people living their lives in the cars and curse. 

We reached Gold about nine o’clock. It was on Thursday or on Wednesday, I don’t remember. People were eating and a waiter served us our drinks – water for him and a Franciacorta Cuvée rosé for me – asking if we were ready to order. There was so much gold, heavy chandeliers, and marble inside and despite the warm and cozy ambiance, I was cold.

 On my second drink I saw Calogero looking at the door in a strange way, he leaned over the table and whispered: “did you see him?”. A short man wearing black carrying a bag on his shoulders came inside. He stopped at the bar, talked with the staff then set at a table in the restaurant room with other two young men. The man was Domenico Dolce.

We were in twenty inside. Domenico Dolce with his guests, me and Calogero in front of them, a loving young couple in the back and some ten Arabian women covered in black from head to toe celebrating. For all the time of the dinner, Calogero watched me, I remember he even said something like “it’s no fucking privilege, we’re paying for it ….”, I  watched Domenico Dolce and DOmenico Dolce watched through all of us like he wasn’t really there. I ate little, drank enough to withstand Calogero’s next moves, we bet and I lost. At the dessert, I couldn’t even tell whether it was my life I was living or a Tornatore movie (if only Giuseppe knew) and my heart was about to implode when I saw Calogero get up. For a moment I thought he would stop at that table and tell something to Domenico. Like that Maria-Teresa was spending too much money on their clothes. He would have had the guts to do that but he didn’t.

We left the restaurant around midnight. Piazza Risorgimento looked like an abandoned battlefield and we were the only survivors under the white rays of the full moon. We were on the A1, he was driving back home when the car slowed down and stopped at a gas station. In the dark of the parking lot, Calogero blocked me with his weight on the cream-colored seat, ripped the clothes off my body and raped me with all the love he had treasured inside in all those years. And I let him do because maybe, it was all that I wanted from him but never had the courage to ask. 

Two hours and we were back in Tuscany, he took me home at dawn and disappeared like a ghost in the morning mist. That was the last time I saw his cold hazel eyes. I lived with his bites on the neck for weeks hiding them under a black silk scarf and changed life when the wounds healed. I never told Maria-Teresa anything about this.

The rest of the trip in his friend’s car was agony.

P.S. ask Domenico Dolce if you can’t believe it, he was there. He might not remember our faces but he does remember the velvet jacket I was wearing. He watched it several times.

 

 

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22 Comments

  • Avatar
    Reply Nada 02/12/2016 at 8:16 pm

    great!
    NEW POST : THE COLORFUL THOUGHTS

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    Reply fashion blogger 02/12/2016 at 10:50 pm

    che bella questa giacca in velluto
    buon venerdì, un abbraccio
    <<< tr3ndygirl fashion & beauty blog >>>

  • Avatar
    Reply Lola 03/12/2016 at 10:10 am

    great!:
    NEW BLOG ! please follow me : YOUNG BLOG

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    Reply shamuboo 03/12/2016 at 3:17 pm

    The writing is so strong and the pictures are amazing. Combined they had a wonderful effect on me but I am nervous to be any more specific.

    All Things Bright and Lovely

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    Reply Marina 03/12/2016 at 4:24 pm

    Affascinante… sexy
    bacione

    marina
    http://www.sweetlavanda.it

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    Reply Fashionably Idu 04/12/2016 at 7:17 am

    Beautiful video and beautiful pictures darling.

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    Reply alessandra 04/12/2016 at 12:33 pm

    che meraviglia le foto, Stupendi gli orecchini e le scarpe. Hai una classe indiscussa!
    http://www.alessandrastyle.com

  • Avatar
    Reply Shopping Lady 04/12/2016 at 12:58 pm

    Con questi ricordi è normale che il viaggio ti sia sembrato un tormento, ma per noia o nostalgia? 😉
    Comunque capisco perchè Dolce ti guardava quella giacca, è mervaigliosa e ti sta divinamente!

    Shopping Girls

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    Reply Jim 04/12/2016 at 5:49 pm

    I’m so generous with my comments because you are so generous with your sensual artistry. ;-P

    • theitalianglam
      Reply theitalianglam 05/12/2016 at 2:17 am

      this is something that comes along the way and I’m glad you enjoy it, Jim
      thanks for your support

  • Avatar
    Reply ilbellodiesseredonna 05/12/2016 at 11:30 am

    sempre meravigliosamente sensuale

  • Avatar
    Reply Federica Di Nardo 05/12/2016 at 11:38 am

    Adoro gli scatti in b/N 🙂

    Federica Di Nardo
    http://federicadinardo.com

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    Reply Rossella 05/12/2016 at 12:55 pm

    Adoro i tuoi scatti, ti seguo sempre su Instagram!!!
    http://www.glitterchampagne.com

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    Reply Lizzy 05/12/2016 at 6:32 pm

    che storia!
    stupenda e passionale…

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    Reply S 05/12/2016 at 7:08 pm

    Sempre intensi e raffinati i tuoi post!
    Sei bravissima sia con le parole che con le immagini! 😀
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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    Reply thechilicool 05/12/2016 at 10:09 pm

    Sempre belli i tuoi racconti!
    Alessia
    Thechilicool

  • Reply Personal diaries Red Valentino short filmThe Italian Glam 06/12/2016 at 1:26 pm

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  • Reply Story of my life Fearless short filmThe Italian Glam 20/12/2016 at 1:45 pm

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  • Reply A Dolce Gabbana story - Maria-Teresa callingThe Italian Glam 23/12/2016 at 11:47 pm

    […] aggiunse  ” però non dovevi farci questo…”  e capii subito che si riferiva alla storia di Calogero.  Ho anche capito che Maria-Teresa mi amava ma amava suo fratello molto di più. Lo amava così […]

  • Reply Italian fashion stories Spring flowers - a short film by StellinaThe Italian Glam 14/03/2017 at 12:24 pm

    […] more about Maria-Teresa and Calogero here and here / leggi di più su Maria-Teresa e Calogero qui e […]

  • Reply Bidduzza mia - a Sicilian story by Stellina more on the blogThe Italian Glam 21/04/2017 at 11:12 am

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