I Diari di Stellina

Piazza San Lorenzo in Lucina

26/04/2018|  Roma
a casa maria teresa storie noir stellina

Italiano

In piazza San Lorenzo in Lucina sono fioriti i ciliegi e Maria Teresa si prepara per fare il cambio di stagione nella sua vita e tra le poche cose posate nella valigia con la quale è arrivata qui due mesi fa. Sono a casa, dice e quella che per ora chiama casa è un piccolo appartamento in un vicolo vicino alla piazza, dove arriva solo il sole, la mattina presto, il postino, subito dopo il mezzogiorno suonato con malinconia dalle vecchie campane della chiesa, e verso il pomeriggio, qualche americano che ha il coraggio di uscire dai banali tour turistici preimpostati e avventurarsi nelle viscere della città. Una piccola palazzina a tre piani sulle cui mura si distinguono ancora i colori della pittura antica e gli affreschi sbiaditi dal tempo, con persiane in legno screpolato che proteggono dal sole e dall’invasione dei forestieri. A pianoterra, c’è un negozio di orologi da dove, la mattina, quando lei esce per fare la spesa, il commesso, un ragazzo sulla trentina con accento straniero l’aspetta per offrirle il caffè.

Sono passate due settimane da quando ha traslocato dalla casa di proprietà della famiglia, nella zona di Villa Borghese, che papà aveva comprato negli anni settanta. A quei tempi lui veniva spessissimo in città per affari, le case costavano poco quindi gli sembrò cosa buona fare questo tipo di investimento. Poi in quell’appartamento aveva vissuto, per diversi anni Calogero, in un periodo della sua vita in cui doveva andare via da Palermo e Maria Teresa, quando andò all’Università. Per motivi molto personali Maria Teresa non potette finire gli studi a Roma, dovendo negli ultimi due anni trasferirsi a Pisa, dove l’incontrai io e dove si laureò.

Nonostante sia lontano dalla sua vera casa, le abitudini di Maria Teresa non sono cambiate molto. Dietro le tende bianche fa più o meno le stesse cose che faceva a Palermo quando non lavorava: si sveglia all’alba, quando ancora Roma dorme, prepara la colazione, una tazza di latte di mandorle e della frutta fresca, e si siede sul terrazzino a guardare il mondo che lentamente si sveglia. Per le undici scende in piazza. Al bar saluta i camerieri, gli unici amici che ha a Roma in questo momento poi va a fare la spesa e verso le dodici rincasa.

La notte invece la dedica a elaborare piani di vendetta nei confronti di papà di cui non vuole più sentire parlare, dopo gli eventi degli ultimi mesi. “Lui per me è morto…”.

Questi pensieri si sono annidati nella mente di Maria Teresa quando, un giorno che si trovava a spasso per via dei Condotti, ha scoperto, sconcertata, che papà, dopo aver perso le sue tracce e nel tentativo di velocizzare i tempi di ritorno a casa della figlia, le aveva bloccato il bancomat e le carte di credito. E come se non fosse stato abbastanza, dopo lunghe giornate di riflessione, sostiene la madre di Maria Teresa con la quale lei è in contatto, ha preso la difficile decisione di licenziare in tronco l’amante della figlia nonché uno dei suoi più bravi operai.

“Come farai ora? le chiedo io e lei risponde “non ti angustiare, gioia mia…” con il tono della persona che ha le idee molto chiare sul da farsi, ma non è la risposta giusta per far sciogliere le mie preoccupazioni. “L’unica cosa che ti chiedo però, visto che papà ti ha coinvolto in questa storia, è di farti cavoli tuoi.” Penso che stia alludendo al fatto che papà mi pregò di convincerla di ritornare a casa e, cosa che ancora lei non sa, per parlare di questa delicatissima vicenda, mi chiese di andare a trovarlo a Taormina, dove lui si sarebbe trovato per tutto il mese di maggio. Sempre se si sentirà di fare questo viaggio…..

 

English

Cherry trees blossoms are at their peak in Piazza San Lorenzo in Lucina and Maria Teresa is getting ready to change the season in her life and among the few things in the suitcase she arrived with. I’m at home, she says but what she lately calls home is a small apartment in a narrow street behind the square, a place reached only by the sun, early in the morning, the postman, at noon, when the old church bells melancholically ring, and, in the afternoon, Americans who have the courage to leave the annoying pre-set tourist tours and venture into the bowels of the city. A small three-story building whose walls maintain still the colors of ancient painting and the faded frescoes, with cracked wood shutters that protect from the sunlight and the foreigners’ pacific invasion. Every morning Maria Teresa goes out for grocery shopping, from the ground floor watch boutique, a boy in his thirties with a foreign accent offers her the coffee.

There are already two weeks since she has moved from papà’s apartment. Yes, in the seventies papà had bought an apartment in Rome. At that time he was very often in the city for business, the houses were cheap, so this kind of investment seemed a very reasonable idea. Calogero has also lived in that apartment for a period of his life in which he had to leave Palermo.

Despite being far from her home, Maria Teresa’s habits have not changed that much. Behind the white curtains, she does more or less the same things she used to do in Palermo when she wasn’t working: she wakes up at dawn, when Rome still sleeps, prepares breakfast, a cup of almond milk and fresh fruit, and sits on the balcony to look at the world that slowly wakes up. She goes down to the square around eleven o’clock. She greets the waiters from the bars, the only friends she has in Rome at the moment, do the grocery shopping and at twelve she comes home.

But at night, Maria Teresa turns into a less pacific human being, drawing up plans to get revenge on papà, after the last months’ events. At this moment she hates him so much that if he was about to die, she wouldn’t even go to the funeral and she says it with such a pathos, that I start thinking she’s capable of that.

These thoughts nestled in Maria Teresa’s mind since the day she discovered, walking around via dei Condotti that papà, losing her tracks and trying to speed up the daughter’s return, blocked the ATM and credit cards. And as if this wasn’t enough, after long days of reflection, as the mother tells, he has taken the difficult decision to fire Maria Teresa’s lover too, although he was one of his most trusted workers in the company.

“What will you do now? I ask; she replies “don’t worry about me, gioia … ” and she means it but it takes more than that to melt my worries. “The only thing I ask you now that dad has involved you in this story is to mind your own business.” I think she is alluding to the fact that papà begged me to convince her to go home and, she doesn’t know yet this, to go to Taormina and talk to him about that. He’ll spend May there, as usual.

 

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la famiglia lavora con Unicredit 

leggi della famiglia qui

to be continued

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4 Comments

  • Reply Little Fairy Fashion 27/04/2018 at 8:20 am

    Curiosa di sapere come andrà a finire…
    Le tue storie sono sempre coinvolgenti e misteriose.
    Nuovo post “Calze colorate e stampate: la nostra scelta Jimmy Lion” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply Lizzy 27/04/2018 at 5:41 pm

    aspettando la prossima puntanta…

  • Reply Little Fairy Fashion 07/05/2018 at 8:11 am

    Buon Lunedì. Kiss
    Nuovo post “Look casual con Vingino e Morelli” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply Crocifissi - leggi le storie di Stellina su The Italian GlamThe Italian Glam 28/05/2018 at 11:45 pm

    […] leggi la storia di Maria teresa qui […]

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