I Diari di Stellina

Mischinedda

12/03/2018|  FDM
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Italiano

“Non puoi spegnere il telefono e sparire nel nulla dalla sera alla mattina, Maria Teresa; la gente che ti vuole bene si preoccupa e se l’hai fatto perché lui non ti trovasse, ricordati che lui è sempre tuo padre; e sono sicura – anzi, ero sicurissima – che ti vuole bene e aspetta che ritorni sui tuoi passi”. In realtà non sapevo davvero se la decisione di Maria Teresa di non tornare più a casa e non avere più nessun tipo di rapporto con i suoi, fosse giusta o no.
Queste furono in sintesi le mie parole domenica scorsa mentre eravamo sedute, una accanto all’altra, a un tavolo del bar Principe, con vista sulla via principale del Forte, da dove guardavamo, con poco interesse, la gente che, dall’altra parte del vetro, passeggiava, da sola o con cani a guinzaglio, le macchine ferme allo stop, le vetrine colorate che richiamavano già la primavera. 

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I Diari di Stellina

Cuissardes

04/03/2018|  
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Italiano

Se ne sta lì, in mezzo alla piccola piazza, dominata nella sua solitudine domenicale da un catafalco di pietra e marmo che ricorda vagamente i tempi che furono, e aspetta che il tempo si fermi accanto mentre la vita scorre velocemente avanti verso una meta lontana e ancora sconosciuta. La mente si sofferma sulle cose che sono successe ultimamente, le idee non sono molto chiare e Stellina non è nello stato d’animo giusto per scrivere. 

Dopo un po’ riprende a camminare lungo le aiole fiorite, sempre più convinta che i cuissardes di Zara, comprati a Pisa qualche mese fa, in una giornata grigia di novembre, frettolosamente e un po’ per gioco, sono un intralcio di cui bisogna liberarsi, come di tutte le altre cose che compra per inerzia per non indossare mai.

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I Diari di Stellina

Il sole

25/02/2018|  
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Italiano

Mi ha visto entrare in casa con Il Sole 24 in una mano, piegato come si fa di solito con i giornali una volta aperti e sfogliati, e la borsa, aperta, nell’altra mano; la cosa che l’ha sconvolto di più però è stata la lunghezza degli stivali, nascosti sotto il cappotto.

Ha detto che dovrei leggere più spesso Il Sole 24 ore, soprattutto le edizioni di sabato e di domenica per imparare cosa voglia veramente dire il bon-ton. Ma secondo lui, le donne che indossano stivali sopra il ginocchio devono sbrigare faccende più vitali della lettura di un giornale borghese.

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I Diari di Stellina

Conseguenze

19/02/2018|  
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Italiano

Qualche giorno o qualche settimana fa, non me lo ricordo…. Verso le sei e mezzo di mattina suona la sveglia; lui scatta in piedi come se avesse sentito i sognali di un serpente, prende dall’armadio una camicia bianca con le sue iniziali ricamate sopra, un paio di jeans neri, una giacca in fresco di lana blu-notte, tutto Loro Piana, si veste velocemente ed esce. Non lo vedo per tutto il giorno, me lo immagino chiuso tra quattro mura bianche dove l’aria è sterile e la luce fredda delle lampadine accecca più del sole di mezzogiorno. Alle due chiama pensando che io sia rientrata dalla psicologa, la voce dall’altra parte del filo è quasi rilassata mentre mi racconta qualcosa di divertente; tornerà per le sette e mi porterà a cena, se non ci sono complicazioni. 
Pochi minuti prima delle cinque è a casa, sento dalla vasca l’eco dei suoi passi cadenzati nel corridoio; quando arriva davanti al bagno, trattengo il respiro e aspetto che la porta si apra. Invece no, i passi si dirigono verso la camera da letto. Lo trovo lì, con la giacca che aveva messo in mattinata ancora addosso, sdraiato su un fianco e un po’ assente; mi preparo con diligenza: scelgo un tubino nero di Aquilano Rimondi, la cipria color porcellana, inspiegabilmente scarpe troppo alte e troppo chiare per l’occasione e poco più.

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I Diari di Stellina

Quattro mesi

08/02/2018|  Toscana
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Italiano

Quattro mesi ed eravamo ancora in quattro a sapere dello stato interessante in cui si trovava Maria Teresa, segreto custodito meglio dei segreti che si celano dietro le sette massoniche di una volta; per gli altri tre, gente schiva e abituata a non parlare dei fatti suoi con persone che non facessero parte della famiglia ristretta, specialmente quando si trattava di cose intime, era più facile, mentre per me era già più difficile, tuttavia fuori da questa combriccola nessuno se n’era accorto di nulla. Vuoi per la morbidezza dei vestiti che indossava con tanto pudore – prendeva una taglia in più della sua solita – vuoi perché la pancia era cresciuta poco, tant’è che un giorno mi venne pure il dubbio che fosse incinta, la vita di Maria Teresa scorreva tranquillamente avanti, esattamente come una piccola barca alla deriva in mezzo al mare calmo, ignota di quello che potesse accadere una volta tramontato il sole. La gravidanza era sempre in bilico, un grande punto interrogativo, non solo perché papà era stato lasciato all’oscuro – e lei aveva già previsto di darle la notizia all’ultimo – ma anche per il rischio, ancora alto, che potesse perdere il bambino per una serie di cause patologiche che non sto a raccontarvi ora ma che c’erano e incombevano sulla serenità sua e di quelli che la sostenevano: la madre, io, una cugina, Calogero. Diciamo che Calogero non era d’accordo con le decisioni prese dalla sorella ma per amor suo – almeno così immaginavo io – taceva. Invece lei, Maria Teresa, confidava nella Vergine e nei suoi poteri magici, ed era convinta che ecco, la Madonna non l’avrebbe mai abbandonata, soprattutto in questo momento delicato.

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