Maria Teresa

La fede

18/02/2019|  

Per Domenico, rigido uomo di chiesa che prende i testi religiosi alla lettera, il demonio ha la faccia dell’amore. Ha la faccia di una donna; quella che nella sua giovane età aveva ripudiato – beh, la parola è fintroppo riduttiva per descrivere i fatti – scappando lontano ma che la vita, beffarda, gliel’ha fatta incontrare di nuovo.

Quando queste cose sono successe, Domenico era un giovane di mondo che amava la vita e tutte le cose vane che essa offriva. Studiava, aiutava i genitori nella pasticceria di famiglia e si doveva sposare con una ragazza del paese di cui, vedendola crescere sotto i suoi occhi, si era invaghito non poco. Gli piacevano di lei la forma sinuosa del corpo che immaginava obbediente e fecondo per la sua stirpe, una volta domato, lo sguardo altero che non abbassava mai per prima nemmeno davanti al padre o ai fratelli, la sua genuinità. Ma per motivi che vi già raccontai qui il matrimonio non si fece. Dopo l’annulamento delle nozze e la decisione unilaterale di separazione da parte del ragazzo, i due non si viderò più. La vita li portò su due strade parallele che, per le leggi della geometria non si potevano mai e poi mai più incontrare. Due destini per i quali non esisteva la riconciliazione. Tutti e due avevano sentito il bisogno di allontanarsi, di fuggire lontano, a migliaia di chilometri dalla Sicilia. Lui aveva scelto la via della chiesa, suggestionato molto da uno zio monsignore che gli aveva inculcato e fatto accettare il mistero della fede, se potete pensare che fosse possibile, e trasmesso la grande passione per le Sacre Scritture. Era diventato in poco tempo un padre pellegrino e aveva scelto di passare gran parte del tempo dedicandosi allo studio e alle missioni che la Compagnia di Gesù stava svolgendo in giro per il mondo. Aveva viaggiato in Australia e si era fermato per periodi lunghi in Colombia. Questo fino a tre anni fa quando, trovatosi a Cartagena con importanti incarichi, fu coinvolto in una sparatoria davanti alla chiesa dove allogiava e un proiettile gli andò a colpire la gamba sinistra. Dopo una lunga e dolorosa guarigione in un ospedale di Bogotà da cui era uscito zoppo, decise di rientrare a Roma per curarsi meglio.

Leggi tutto...

Stellina aka Gioia

La notte del quattordici

15/02/2019|  
i diari di stellina storyteller

“Spegniete la luce e lasciatemi sognare”. La notte del quattordici febbraio è andata cosi….

“Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
«Avete visto l’amore dell’anima mia?».
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia.
Lo strinsi forte e non lo lascerò,
finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre,
nella stanza di colei che mi ha concepito.

Leggi tutto...

Stellina aka Gioia

Stanca

14/02/2019|  
stellina storyteller

A volte sono stanca. Stanca di scrivere, di scattare foto, di fantasticare, di mettermi in posa, di aspettare, di svegliarmi la mattina e guardarmi allo specchio, di dover truccarmi per coprire le ore d’insonnia, l’agonia dei nuovi progetti, di mettere in movimento i pensieri, di sorridere ed essere garbata, di ascoltare pazientemente le persone che mi vomitano addosso i loro problemi….

A volte sono così stanca che devo fermarmi…

stanca i diari di stellina dolce gabbana

Stellina deve riposare

i diari di Stellina continuano domani

Leggi tutto...

Calogero

Perché sei tu Calogero

24/01/2019|  
calogero stellina storie noir dolce gabbana

Calogero, Calogero! Perché sei tu Calogero? Ah, rinnega tuo padre!… Ricusa il tuo casato!… O, se proprio non vuoi, giurami amore, e io non sarò più una Stella…


Il tuo nome soltanto m’è nemico; ma tu saresti tu, sempre Calogero per me. Ah, perché tu non porti un altro nome! Ma poi, che cos’è un nome?… Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome? Così s’anche Calogero non si dovesse più chiamar Calogero, chi può dire che non conserverebbe quella natura ch’è la sua? Rinuncia dunque, Calogero , al tuo nome, che non è parte della tua persona, e in cambio prenditi tutta la mia.

Leggi tutto...

I Diari di Stellina

Stellina seduta

21/01/2019|  
stellina seduta fotografia diari personali

Stellina seduta, nel cuore della sera, con un filo di voce: “pensi che Calogero si rifarrà una vita quando ritornerà?”

Maria Teresa in piedi, legge qualcosa da un foglio di carta stropicciato che ha trovato in uno degli scomparti della borsa; mentre si gira verso il cammino per buttare la carta strappata in mille pezzi, risponde: “No, ma quando non ci sarà più papà, sicuramente si….allora tutti noi ci rifaremo una vita”.

Lei se la sta già facendo.

stellina seduta fotografia diari personali
stellina seduta fotografia diari personali
stellina seduta fotografia diari personali

a presto

leggi i diari personali di Stellina qui

Leggi tutto...