Stellina's diaries

Padri e figlie

27/09/2017|  sotto le stelle
storie noir stellina

– Italiano –

Qualcosa di personale. Tengo a Maria Teresa, a Calogero, a papà: a ognuno tanto e in modo diverso, ma prima di loro ero innamorata del principe.

Lo vidi per la prima volta quando avevo quindici anni, un anno più un anno meno, e fu il primo uomo per cui sentii qualcosa, il vuoto dentro lo stomaco e la strana sensazione di ebbrezza senza aver bevuto niente. Tutto questo è successo subito dopo aver delucidato con le compagne di classe, durante l’ora di francese che avevamo saltato per andare in un bar di fronte al liceo dove atteggiarsi da donne mature e fumare sigarette, il mistero di cosa potesse realmente fare un uomo a una donna. Prima di quel momento, gli uomini erano soltanto dei portatori di pantaloni con ruoli ben precisi: padri, nonni, fratelli.

Il principe era un uomo sulla cinquantina, aveva una grande famiglia e un bellissimo nipote al cui futuro pensava spesso, come tutte le persone arrivate a una certa età, e per cui tutte le mie compagne avevano fatto una passione – dicevano per l’esuberanza dei suoi vent’anni e per lo spirito avventuroso – e la cosa più normale sarebbe stata che anche io avessi sentito così. Invece no, io non vidi in lui che la suprema espressione della gioventù, incoerente e inesperta, che di fronte alla saggezza e all’autorità dello zio si perdeva, diventava insignificante. Il ragazzo aveva dei grandi occhi azzurri e il futuro davanti, il principe invece teneva moglie e figli, peccava e si pentiva, viveva ma era stufo di vivere, aveva debolezze di cui nessuno sapeva e la notte, quando tutti erano a letto, si metteva nel suo studio e guardava le stelle.

Se dovessi rispondere alla domanda perché il principe, ancora oggi non lo so. Forse perché era alto e imponente, perché era al di sopra di tutti e il suo sguardo di ghiaccio incuteva un certo timore in chi si trovava di fronte. O forse perché aveva già vissuto e la vita gli si era rivelata in tutto il suo sfarzo come in tutta la sua miseria e non rimanevano più misteri da svelare o ideali da seguire. 

L’unica che ha mai detto “ti capisco” è stata Maria Teresa con la quale tante volte ci siamo chieste perché avessimo sempre amato uomini che potevano essere nostri padri. Una volta le ho dovuto giurare però che non sono mai stata innamorata di suo papà; sarebbe stata l’ennesima cosa sbagliata.

p. s. Sto parlando del principe Salina.

 

 – English – 

Something personal. I care about Mary Teresa, Calogero and their father: a lot and in a different way to each of them but before them, I was in love with the prince.

I saw him for the first time when I was fifteen and he was the first man I felt something for, the void in the stomach and the strange feeling of being drunk without having drunk anything. This happened after the day I and my classmates had skipped the French course and went in the bar in front of high-school where we smoke cigarettes for the first time and acted like women. That day we also had a clearer idea of what a man could really do to a woman. Before that time, men were only trousers wearers with precise roles: fathers, grandparents, brothers.

The prince was a man in his fifties, with a large family and a beautiful nephew to settle down, responsibilities that wouldn’t let him sleep at night. All the girls were in love with the young boy, they said for the exuberance of his twenty years and for the adventurous spirit – and the most normal thing would have been that I felt the same. Instead, I had seen in him nothing but the supreme expression of youth, incoherent and inexperienced fading in front of the uncle’s authority. The boy had big blue eyes and the future ahead, the prince held wife and children, he would commit sins and regret, he would live but he was tired of living, he had everything but everything seemed like nothing to his eyes, he had weaknesses that nobody knew and the night when everyone was in bed, he would sit in his studio and stare at the stars.

If I have to answer why the prince still today I don’t know why. Maybe because he was tall and imposing, standing above all, and people would fear and respect him. Or maybe because he had seen all the glory and misery of the human being and there would be no more mysteries to reveal or ideas to follow.

The only one who ever said “I know what you feel” was Mary Teresa and today we still wonder why we fall in love with men who could be our fathers but once I had to swear I never fell in love with her dad cause I knew it would have been so wrong.

p. s. I’m talking about Prince Salina

storie noir stellina

  – English – 

tomorrow meanwhile try Google Translate

 

 

 

 le mille storie noir di Stellina continuano domani, nel frattempo 

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4 Comments

  • Reply Lizzy 02/10/2017 at 5:33 pm

    è un argomento che mi tocca particolarmente…

  • Reply little fairy fashion 03/10/2017 at 9:31 am

    Che fantastico racconto…
    Nuovo post “TAORMINA: ogni volta un’emozione” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply zarrah 03/10/2017 at 10:32 am

    This is pretty amazing
    Love your writing.

    Much Love,
    Zarrah | The Bandwagon Chic

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