Stellina's diaries

Una madre

01/02/2017|  la sua nuova casa
italian stories madre by The Italian Glam

– IT  –

Non doveva essere questa la storia di oggi. Dovevo raccontarvi di Maria-Teresa ma tante volte la vita prende il sopravvento e stravolge le nostre volontà.

23.01.2017, 7 pm. Il giorno è da qualche ora finito in un bagno di sangue all’orizzonte, la notte, ingannevole, ha la faccia di un amazzone. Un uomo sta viaggiando in macchina da Reggio C. verso l’interno della costa, stanco ma appagato delle cose compiute durante il giorno. Nell’abitacolo si sente ancora l’odore sterile di disinfettanti e alcol, una divisa verde giace sul sedile dietro e la macchina, affaticata anch’essa quanto lui, lo sta portando a casa da lei, tra colline dai crinali ondeggianti e il mare calmo. Mentre guida sta ripassando con la mente i momenti più importanti del lavoro svolto ed esulta. Tutto dovrebbe essere andato per il verso giusto ma prima che lui finisca il ragionamento, il telefonino suona e la voce della madre lo riporta alla realtà. “Dove sei, ddimuri?, ti ho cucinato i broccoli….”. Le stesse domande premurose da una parte, le stesse risposte monosillabiche dall’altra intanto il tempo corre come le ruote sull’asfalto.

Qualche ora più tardi, una madre e un figlio pranzano insieme in una stanza con caminetto e divani antichi e consunti, la luce è debole, l’aria, gelida. Mentre mangiano lei parla, gli racconta dei fatti accaduti mezzo secolo fa sentiti già un miliardo di volte, lui sorseggia un bicchiere di vino in silenzio e alla fine la manda a dormire.

L’indomani lei si alza presto, gli prepara la colazione, si salutano, lui con un consuetudinario “va buono, ci vediamo il mese prossimo….” e parte. Dallo stipite della porta la madre guarda il figlio allontanarsi e le sta già mancando l’aria. Nessuno dei due sa che questa sarà l’ultima volta quando si guarderanno negli occhi, che quattro giorni più tardi, quando alle prime ore dell’alba lui sarà di nuovo qui, quella che si troverà davanti non sarà più sua madre ma una statua di marmo, bianca, fredda e impassibile alle sue carezze.  

Ora. Lui è un ramo strappato da un albero senza vita, a cui manca l’ossigeno.

Io. Sono una spettatrice sentimentalmente coinvolta in una tragedia greca che si sta consumando sotto i miei occhi e non so se mi fa più male lei che non c’è più o lui che c’è ma è come se non ci fosse. Ho freddo. Da qualche parte in giro trovo uno dei suoi scialle, lo metto sulle spalle e sento profumo di fiori di campo e l’ecco della sua voce pacata ma risoluta diffondersi nell’etere “trasi, figghia, trasi… ” come diceva quando mi vedeva arrivare e cominciava a raccontarmi le sue storie. Me le ricordo tutte e anche se non mi amava come amava loro, so che mi voleva bene. E io volevo bene a lei.

  L’unica cosa che mi consola. Che non è da sola. Don Vincenzino la stava aspettando da tanto, troppo tempo.

 

    –  EN  –

Today it was supposed to tell you about Maria-Teresa’s staying. Sometimes life takes over.

01.23.2017, 7 pm. The day just ended in a blood pool at the horizon, the misleading night has the face of a horsewoman. A man is traveling from the sea to the inner side of the coast, he’s tired and equally satisfied with how things have been done during the day.  There’s still smell of disinfectants and alcohol infused in his clothes and the tapestry, a green uniform is lying on the back seat and the car is running home to her between rippling hills and the calm sea. He’s reviewing the most important moments of the work as he’s driving and exult. He steps again into the real life when the cell phone rings and hears his mother’s voice. “Where are you, are you gonna be late?, I cooked broccoli for you….”. The same caring questions on one side, the same monosyllabic answers on the other meanwhile time passes by.

Hours later, a mother and a son have lunch together in a small dining room with fireplace and worn-out antique sofas, the light is weak and the air chills. While eating she tells him the same old stories he already knows, drinks a glass of wine and then he sends her to sleep.

The next day she gets up early, prepares breakfast, they say good-bye, he says “va buono, see you next month…” and leaves. She watches him leaving as leans against the door frame and the pain inside begins to build up. She doesn’t know that this is the last time when she looks into his eyes and he doesn’t know either that four days later, when the sun will rise he’ll be back here and his mother will be nothing but a white, cold marble statue unmoved by his caresses.                        

Now. He is a branch torn from a dry tree and is out of oxygen.

Me. I am a spectator emotionally involved in a Greek tragedy unfolding before my eyes and I don’t know what it hurts more: her passing away or his agony. I’m cold. I wrap myself in one of her wool shawls. She’s so close that I can feel her soothing voice telling me in an outdated dialect to come in. I would come in and she would start telling stories.  And I feel like she cared about me even if she never loved me the way she loved them. And I cared about her.

  There’s only one thing that comforts me now. Knowing that she rejoined Don Vincenzino. He’s been waiting for her for so long. 

 

italian stories madre by The Italian Glamitalian stories madre by The Italian Glamitalian stories madre by The Italian Glamitalian stories madre by The Italian Glamitalian stories madre by The Italian Glamitalian stories madre by The Italian Glam

 

 

 

 

wore 

Red Valentino, Unsigned

leggi di più su sua madre qui e qui 

read more about his mother here and here

this is the story of my life and these are the people I care about

ask me questions on Instagram Direct

watch my short films on You Tube

check out my style on Polyvore

get inspired on Pinterest

 

You Might Also Like

12 Comments

  • Reply little fairy fashion 01/02/2017 at 9:40 am

    Un pezzo che stringe il cuore. Kiss
    Nuovo post “Bambine chic per la stagione F/W 2017-18 di QUIS QUIS” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply Lizzy 01/02/2017 at 1:13 pm

    mi dispiace tesoro…tanto…
    è doloroso perdere chi si vuole bene, è doloroso assistere al dolore di chi amiamo e essere impotenti.
    un abbraccio

  • Reply Enrica Sciarretta 02/02/2017 at 1:39 am

    che storia triste..
    foto particolarissime!!

    blog: http://www.fashi0n-m0de.blogspot.it
    youtube: https://www.youtube.com/enricasciarretta-fashionmode

  • Reply Lorna 02/02/2017 at 5:20 pm

    That’s such a sad story, but life is like that isn’t it. Beautiful photos though xx.

    Raindrops of Sapphire

  • Reply audrey 02/02/2017 at 6:41 pm

    mi hai fatto commuovere. storia tristissima ma toccante
    http://www.audreyinwonderland.it/

  • Reply alessandra 02/02/2017 at 7:14 pm

    ti capisco benissimo. Mi dispiace tantissimo tesoro, ti sono vicina
    http://www.alessandrastyle.com

  • Reply Angelica Alberti 03/02/2017 at 1:17 pm

    Commossa! Tristemente…

  • Reply Angelica Alberti 03/02/2017 at 1:18 pm

    Il tuo blog è uno spettacolo, articoli sempre incantevoli,quest’ultimo con tanta contrizione…

  • Reply Angelica Alberti 03/02/2017 at 1:19 pm

    Buon fine settimana, carissima!

  • Reply carla 03/02/2017 at 4:41 pm

    Che storia 🙁 non ci sono parole:(

  • Reply Eni 04/02/2017 at 12:22 am

    Adoro le tue foto e i tuoi racconti.
    Ti leggo sempre volentieri.
    Buon fine settimana,
    Eni

    Eniwhere Fashion
    Eniwhere Fashion Facebook

  • Reply Italian stories Tre settimane short film season 3 ep.6The Italian Glam 13/02/2017 at 11:27 am

    […] qualcuno ha deciso che le cose dovevano cambiare. Da quel momento la musica ha smesso e le sere sono diventate nere e pesanti come il catrame. Lui […]

  • Leave a Reply

    Risolvi l'enigma... *