Stellina's diaries

Strange fruit

25/07/2017|  Wonderland
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  – Italiano –

    Primo pomeriggio di un lunedì di luglio, il giorno in cui ho ascoltato per la prima volta una vecchia canzone di Billie Holiday rifatta da Beth Hart e mi sono commossa per il tono della sua voce prima ancora di capire le parole, lo stesso giorno in cui ho indossato, sempre per la prima volta, il top di John Richmond trovato nell’angolo di un outlet di provincia dove l’unica cosa decente che ho visto a parte questo, dopo ore di perlustrazione, era un paio di decolleté tacco 5 di Bally che avrei portato volentieri in autunno e la merce in vendita – che si poteva chiamare tranquilamente spazzatura  – sapeva di muffa. Io ho sempre detto che amavo gli outlet ma questo posto somigliava più a un punto raccolta della Caritas che a un negozio d’abbigliamento. Non so neanche come sia capitata lì….

E’ stato uno degli ultimi giorni che abbiamo passato qui. Erano le tre del pomeriggio, io ero scesa nel giardino e dopo aver cercato invano un posto riparato dal sole, mi ero seduta sui gradini di marmo della casa a guardare degli strani frutti che pendevano dagli alberi e facevano sembrare questo angolo pacifico – benché desse su una strada della città abbastanza trafficata – un quadro di Bosch. Un angolo nascosto alla vista dei passanti da un sipario di vegetazione lussureggiante che mantiene i suoi colori brillanti trecentosessanta giorni all’anno e rende noi che viviamo nella sua ombra invisibili al mondo sottostante.

Sono rimasta lì fino a quando non ho più visto il sole, sparito misteriosamente dentro la pineta. Quando poi sono rientrata in casa ho tirato fuori dalla mansarda le piccole borse da viaggio – la sua Ferragamo in pelle marrone con chiusura a scatto, il mio trolley azzurro – e ho cominciato a pensare a tutte quelle cose superflue con le quali le avrei dovuto riempire.  Odio fare le valige e solo il pensiero che, una volta passato agosto, dovremo svuotare gli armadi e le dispense, staccare i quadri dai muri e portarli via da qui per sempre mi da un senso di inquietudine, di ansia e perfino di angoscia.

Mi chiedo cosa succederà quando noi non saremo più qui? La bouganville perderà di nuovo i suoi fiori violacei, belle ragazze entreranno e usciranno dal vicino di casa, un giovane sulla quarantina che ama suonare il violino a notte fonda, l’erba appena tagliata crescerà ancora più vigorosa. Insomma, tutto andrà come deve andare. 

Noi mancheremo per un po’ ma la signora Elsa rimarrà qui a vigilare… 

Mi sembra di aver già detto queste cose un anno fa

 

  – English – 

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Early afternoon of a July Monday, the day I first heard an old Billie Holiday song played by Beth Hart and before even I understood the words, I was so moved by the tone of her voice that I couldn’t help but listen to it a hundred times, the same day I wore for the first time the John Richmond top I found in the corner of a provincial outlet where the only decent thing I saw after a few hours of searching was a pair of Bally heels I would have gladly worn next fall and the merchandise – so much trash – smelled of mold. I always said I loved outlets but this place looked more like a Caritas point than a fashion store. I don’t even know how I got there….

This was one of the last days we spent here. It was three o’clock in the afternoon, I got in the garden and sat on the marble steps of the house watching strange fruit hanging from the trees and making this peaceful corner – even if close to a busy street – look like a Bosch painting. A secret corner behind a curtain of lush vegetation that keeps its bright colors three hundred and sixty days a year and keeps us invisible to the underlying world.

I stayed there until the sun mysteriously disappeared into the pine forest. When I came home I pulled the little travel bags out of the attic – his brown Ferragamo bag with a snap closure, my blue trolley – and I began to think of all the superfluous things I would have filled them with. I hate doing suitcases and only the thought that, once we’re back, we’ll have to empty the closets and dispensers, take the paintings off the walls and pack makes me anxious.

I wonder what will happen when we’ll not be here anymore? The Bougainvillea will lose its purple flowers again, beautiful girls will come in and out of the neighbor’s house, a young man in his forties who loves playing the violin at night, freshly cut grass will grow even more vigorous. In short, things will go the way they always did.

We’ll be away for a while but Mrs. Elsa will be here to check out …

Now I realize I said the same things a year ago …

 

 

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PH: Claudio Ciani and gotta thank him so much 

#Stellinawears

Top: John Richmond    Skirt: Zara   

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5 Comments

  • Reply Enrica Sciarretta 28/07/2017 at 1:19 am

    che bella che sei!!
    look super chic 🙂

    http://www.fashi0n-m0de.blogspot.it

  • Reply little fairy fashion 28/07/2017 at 6:52 am

    Questo pizzo rosso è favoloso. Kiss
    Nuovo post “I look che più avete amato di Stella e Asia” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply Paola Lauretano 28/07/2017 at 5:13 pm

    E’ davvero bello quel top, molto scenografico!
    Kisses, Paola.
    Expressyourself

  • Reply Martina 29/07/2017 at 8:11 am

    Stupendi i colori di questo outfit!
    Un bacio
    Martina
    http://www.pinkbubbles.it

  • Reply Fashionably Idu 30/07/2017 at 12:30 am

    Packing makes me nervous too. But darling your look stunning. The red lace pants is just very eyecatching!

    http://www.fashionablyidu.com/

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    Risolvi l'enigma... *