Calogero

Il predatore e la preda

23/08/2019|  
stellina story-teller storie noir

Se dovessi descrivere Calogero con una sola parola, ecco lui è sempre stato un predatore. E io sono stata la sua preda preferita negli ultimi anni benché stesse tenendo d’occhio anche esotici esemplari di antilope della savana africana; a detta di sua sorella, “solo perché tu sei sparita nel nulla….”. L’ho provocato, l’ho fatto correre e rincorrermi, in certi momenti mi sono lasciata avvicinare, mi sono fatta prendere per poi scappare subito dai suoi artigli, nascondendomi per anni nell’ombra ricca della foresta. Mai mi sono fermata o totalmente arresa a lui, avvertendo il grave pericolo e sapendo che, se lo avessi fatto, questa battuta di caccia sarebbe finita per sempre. Certi uomini sono fatti così; li devi far percorrere migliaia di chilometri, attraversare mari e monti, li devi lasciar fiutare, cercare, catturare, assaggiare e poi gli devi togliere il pasto davanti. Solo così si ricorderanno un giorno di te.
Calogero non ha mai cercato la sua metà ma solo il trofeo da portare sulle spalle una volta tornato a casa. Solo che io non volevo essere il suo trofeo e lui questo l’aveva capito.
Ma ora, che gli hanno bloccato tutte le strade, ora che ha le mani legate, e tutti giorni si vede davanti Rosalia, cosa succederà? Potrebbe anche impazzire o diventare un docile animale domestico. E se c’è qualcuno in questa storia contento della situazione che si è creata, quella è sicuramente Rosalia, che ce l’ha a casa tutti giorni. Una cosa che non accadeva da tantissimi anni.

 

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to be continued

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