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I Diari di Stellina

I Diari di Stellina

Estate

17/08/2018|  sud
stellina al sud

Un estate fa la storia di noi due era ancora una favola, ma l’estate va e porta via con se anche il meglio delle favole….tralalalala….

Ho comunque una strana sensazione che le acque stanno per rischiararsi.

Non c’è niente altro da dire; fino alla prossima storia guardatevi i costumi di Stellina su Instagram.

We would still live in a fairytale last summer and I wouldn’t wear so many one-piece swimming suits but we all know fairytale don’t last forever…

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Epica

08/08/2018|  
stellina story-teller

Italiano

Andare in giro per la Sicilia – e non solo –  con Maria Teresa è come se a un comune mortale si spalancassero le porte dell’Olimpo e improvvisamente egli godesse di privileggi che non immaginava nemmeno esistessero. In poche parole è un viaggio epico.

L’ultima volta, a Siracusa, ha fatto una telefonata e, in mezz’ora, l’uomo con cui avevamo cenato la sera prima si è presentato alla reception dell’albergo dove alloggiavamo, con due biglietti per Edipo a Colono mentre in biglietteria ci avevano detto che lo spettacolo era andato tutto esaurito da settimane. Le persone che abbiamo incontrato dicevano “a vostra disposizione…” e pensai che quella fosse una parola d’ordine. Quando le ho chiesto il significato di quel modo di dire, lei ha detto esattamente così: “papà ha aiutato molte di queste persone e loro non si sono mai dimenticate. La gente qui non si dimentica mai niente, nel bene e nel male. Ricordatelo”.

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Papà

29/07/2018|  Tauroménion
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Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, devo fare una precisazione che riguarda papà e quando dico papà intendo il padre di Maria Teresa e di Calogero. Non sono mai riuscita né a chiamarlo per nome né a dargli del tu; mi sembrava fuori luogo, irrispettoso. Vossia lo trovavo troppo ottocentesco perciò l’unica soluzione che mi rimaneva era il tanto usato Voi. Chi abita al Sud sa benissimo che il Voi è ancora molto frequente nella parlata comune. Maria Teresa stessa lo usa a volte nelle conversazioni con lui, consapevole che va a toccare una corda sensibile, e con gli altri, quando vuole tenere le distanze e far sentire l’interlocutore un intruso. Tutte le altre persone che non facevano parte della famiglia, davano a papà del Voi e lui faceva altrettanto con loro. Una questione di rispetto in forma arcaica alla quale il vecchio teneva molto.

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Velvet Love

14/07/2018|  
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Italiano

 Un giorno arrivò un piccolo pacco da Roma; da qualche mese i pacchi non arrivavano più da Palermo ma dalla capitale. Certo, non c’era bisogno di domandarmi chi li mandava. Di solito Maria Teresa non diceva niente ma questa volta disse “da Calogero” come se volesse ricordarmi che anche se le cose erano cambiate, lui c’era. Le cose erano effettivamente cambiate di brutto per loro. “Ultimamente ti ha pensato molto, molto di più di quanto non lo facesse prima e mi ha chiesto di mandare qualcosa che t’impedisse di dimenticarlo.” Aveva paura che questo fatto potesse accadere, ora più che mai, e aveva le sue buone ragioni….

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Siracusa

27/06/2018|  Ortigia
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Italiano

Ora, perché diavolo sia andata a Siracusa, non si sa….non lo so nemmeno io, so solo che Maria Teresa aveva da fare delle cose per conto di Calogero e un giorno, parlando al telefono, mi ha detto “perché non vieni pure tu, gioia? se vieni, ti porto a vedere le tragedie al teatro greco, sono sicura che ti piaceranno. Io devo incontrare una persona sabato a pranzo e poi sono libera.” Si, perché no?
Da quando, sabato primo pomeriggio, sono salita sul traghetto a Reggio C. e ho visto lo sguardo sconcertato delle persone che mi puntavano gli occhi addosso come se volessero mangiarmi viva – talmente sconcertato che ebbi vergogna di fermarmi a lungo nel salone della nave e cercai subito un posto sul ponte dove nascondermi – ebbi la strana sensazione che Siracusa sarebbe stata una delizia e un supplizio. Quando ho raccontato il fatto a Maria Teresa. lei ha detto divertita “non si viaggia vestita così sul traghetto, gioia, scommetto che erano tutti camionisti….”. Invece c’erano pochi camionisti perché era appunto sabato.
Lei è arrivata a Catania con un volo che partiva da Roma in mattinata e a mezzogiorno era già a Siracusa. Si è sbrigata tutti gli affari subito dopo pranzo e quando io sono arrivata, verso le cinque, con tre ore di ritardo, era già libera. Mi aspettava nella stanza di un piccolo bed and breakfast a Ortigia, dietro corso Matteotti, una piccola palazzina antica graziosissima con muri spessi e piccole finestre che davano su vicoli stretti e deserti, in reggiseno a balconcino e mutande di pizzo nero, diceva che aveva bisogno di mezz’ora di riposo perché il caldo l’aveva sfiancata. Fuori era infatti un caldo umido che m’investi appena arrivata in città e trasformò i miei capelli in una chioma leonina indomabile e questo mi mise già di malumore.

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