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Maria Teresa

Maria Teresa

Il cavallo di Troia

18/04/2018|  
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Italiano

Il cavallo di Troia è in casa….

Da quando l’ho vista per la prima volta, ho sempre pensato che nel sangue di Maria Teresa scorresse tanto di tragedia greca e i fatti dimostrano che non mi sbagliavo. 

Qualche settimana dopo il suo viaggio in Toscana, uno strano giorno di lunedì in cui mi chiedevo quando sarebbe tornata di nuovo qui, ho trovato in un mobile in mansarda – uno di quelli che non apro mai in quanto pieno di cose che non uso più – una scatola di velluto nero abbastanza grande da incuriosirmi, la cui scritta dorata sopra mi trasmetteva niente altro che una voglia matta di aprirla. Ah, si, in quel momento, non desideravo altro… e per quanto distratta fossi, ero sicura di non aver mai comprato niente del genere. 

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Maria Teresa

Mischinedda

12/03/2018|  FDM
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Italiano

“Non puoi spegnere il telefono e sparire nel nulla dalla sera alla mattina, Maria Teresa; la gente che ti vuole bene si preoccupa e se l’hai fatto perché lui non ti trovasse, ricordati che lui è sempre tuo padre; e sono sicura – anzi, ero sicurissima – che ti vuole bene e aspetta che ritorni sui tuoi passi”. In realtà non sapevo davvero se la decisione di Maria Teresa di non tornare più a casa e non avere più nessun tipo di rapporto con i suoi, fosse giusta o no.
Queste furono in sintesi le mie parole domenica scorsa mentre eravamo sedute, una accanto all’altra, a un tavolo del bar Principe, con vista sulla via principale del Forte, da dove guardavamo, con poco interesse, la gente che, dall’altra parte del vetro, passeggiava, da sola o con cani a guinzaglio, le macchine ferme allo stop, le vetrine colorate che richiamavano già la primavera. 

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Maria Teresa

Quattro mesi

08/02/2018|  Toscana
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Italiano

Quattro mesi ed eravamo ancora in quattro a sapere dello stato interessante in cui si trovava Maria Teresa, segreto custodito meglio dei segreti che si celano dietro le sette massoniche di una volta; per gli altri tre, gente schiva e abituata a non parlare dei fatti suoi con persone che non facessero parte della famiglia ristretta, specialmente quando si trattava di cose intime, era più facile, mentre per me era già più difficile, tuttavia fuori da questa combriccola nessuno se n’era accorto di nulla. Vuoi per la morbidezza dei vestiti che indossava con tanto pudore – prendeva una taglia in più della sua solita – vuoi perché la pancia era cresciuta poco, tant’è che un giorno mi venne pure il dubbio che fosse incinta, la vita di Maria Teresa scorreva tranquillamente avanti, esattamente come una piccola barca alla deriva in mezzo al mare calmo, ignota di quello che potesse accadere una volta tramontato il sole. La gravidanza era sempre in bilico, un grande punto interrogativo, non solo perché papà era stato lasciato all’oscuro – e lei aveva già previsto di darle la notizia all’ultimo – ma anche per il rischio, ancora alto, che potesse perdere il bambino per una serie di cause patologiche che non sto a raccontarvi ora ma che c’erano e incombevano sulla serenità sua e di quelli che la sostenevano: la madre, io, una cugina, Calogero. Diciamo che Calogero non era d’accordo con le decisioni prese dalla sorella ma per amor suo – almeno così immaginavo io – taceva. Invece lei, Maria Teresa, confidava nella Vergine e nei suoi poteri magici, ed era convinta che ecco, la Madonna non l’avrebbe mai abbandonata, soprattutto in questo momento delicato.

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Maria Teresa

Battesimo

09/01/2018|  Italy
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Italiano

“Un altro anno…”. bisbigliò Stellina, alle prese con la sistemazione dei regali di Natale, mentre guardava all’interno della scatola di Maria Teresa, quasi più sbigottita dal colore scintillante del velluto morbido che si lasciava intravvedere tra i fogli di carta velina bianca che dal filo dei suoi pensieri, infidi e tortuosi. “Un altro anno, altri vestiti, altre scarpe…e si sentiva già stanca solo al pensiero che tutte queste cose avrebbero dovuto trovare il posto che le spettava nell’armadio. A queste scarpe spettava, senz’altro, un posto di riguardo. 

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Maria Teresa

Bastardi

24/10/2017|  Versilia
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Italiano

Qualcuno usa ancora la parola bastardi…

Venerdì pomeriggio è arrivata con la Frecciabianca da Roma, non avendo trovato biglietto sul volo Roma-Pisa della sera. Io aspettavo da dieci minuti e fremevo quando il treno si è fermato alla stazione e Maria Teresa è scesa con una valigetta di pelle e una piccola borsa in cui teneva il necessaire di ogni donna e poco più. Era tirata in viso, molto magra rispetto a come me la ricordavo in estate e le sue mani, per quanto dicesse che lavorava, mi facevano pensare a quelle di una bambola. “Sei dimagrita” le ho detto appena l’ho abbracciata. Lei si è tirata indietro e mi ha sorriso “Stai tranquilla, non c’è niente per cui preoccuparsi”. Io invece mi preoccupavo perché sapevo dei suoi problemi con il peso e del suo buio passato da bulimica.  Ha acceso una sigaretta, fumava di nuovo, e ha chiesto dove l’avrei portata immaginandosi che, come al solito quando veniva a trovarmi, avevo ancora delle cose da sbrigare in giro. Le chiesi com’era andato il viaggio a Roma. Mi raccontò che era partita da Palermo mercoledì, papà l’aveva mandata con delle precise commissioni da fare per conto suo. Loro avevano dei contatti nella capitale e Calogero si trovava in Marocco, quindi lei era l’unica che poteva muoversi e risolvere le faccende di famiglia in questo momento. Era preoccupata, almeno io l’ho vista cosi. Dopo due giorni passati tra uffici e noiosissimi incontri di lavoro in cui non ha fatto altro che riportare le parole di papà, ha preso il primo treno per Pisa con l’intenzione di fermarsi un paio di giorni da me prima di tornare a casa per la festa di compleanno che papà stava preparando per lei, come tutti gli anni. Maria Teresa era il suo cuore anche se lei diceva che in realtà non l’amava come amava Calogero. Papà amava tutti i suoi figli ma penso che per loro due nutriva quella debolezza che un padre nutre per i figli più piccoli. 
Venerdì è passato in un soffio. Siamo state in casa, abbiamo cucinato e le ho chiesto di queste voci che mi erano arrivate sul fatto che Calogero si facesse vedere in giro con la marocchina, “quindi era una cosa ufficiale” dissi io, e lei “ma guarda che a casa non l’ha mai portata, perché sa come la pensa papà, gioia. Quindi non so cosa vuoi che ti dica se l’ho vista di sfuggita, quelle volte quando lui passa da casa e allora la fa aspettare in macchina”. Mentiva, me lo sentivo. Sabato siamo uscite a cena e, come se non dovessimo festeggiare ma andare a un funerale, ci siamo vestite di nero; io in Francesco Scognamiglio, lei, con il top con penne di gallo che avevo comprato su Yoox qualche settimana fa che, pur non essendo Dolce & Gabbana, le è piaciuto molto. Siamo rientrate a notte fonda e rimaste sveglie fino a quando la luce dell’alba non ha cominciato a filtrare tra le fessure delle tapparelle bianche mentre la stanchezza si faceva sentire sempre di più. Domenica ci siamo alzate tardi e lei si è messa a preparare la valigia. Era pensierosa, la stavo aiutando a raccogliere le sue cose in giro per la casa quando mi ha detto “Sono incinta…. non sapevo se dirtelo o no….”; sono rimasta per una attimo scioccata e senza parole. Per quanto ne sapevo io, Maria Teresa non frequentava nessuno in particolare, da quando, l’anno scorso, aveva chiuso la storia con l’uomo che la chiamava Mimise. Più giovane di lei – non stava nelle sue abitudini frequentare uomini più giovani – e poco gentiluomo, questo si aveva racontato in giro che andava a trovare Maria Teresa a notte fonda e che lei lo aspettava in camicia da notte di seta e quando andava via, lei gli faceva trovare dei soldi sul comodino. Presto le parole arrivarono alle orecchie di Calogero. Pensando che la sorella potesse essere una facile preda per coraggiosi avventori in cerca di una sistemazione – lei per di più aveva una fortuna sulle spalle – una sera ha aspettato l’uomo sotto casa e ha risolto il problema per sempre, come dicono loro. Ora questo qua vive in Francia e non si sa bene di cosa si stia occupando, ma quando ritorna a casa, di Maria Teresa non parla più.

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