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Calogero

Calogero

Matrimonio all’italiana

07/11/2017|  
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– Italiano –

Circa un mese fa siamo stati invitati a un matrimonio e per l’occasione io mi sono vestita d’inaspettato bianco. 

Come abbiamo vissuto questo indimenticabile evento.  Io sono stata attenta a non stropicciarmi il vestito, lui, mentre s’intratteneva con gli altri invitati, parenti e conoscenti di vecchia data che non vedeva da tanto tempo, mi ha seguito con lo sguardo tutto il giorno, dicendomi poi, quando ci siamo incrociati al bagno, che il bianco mi donava e che era indeciso se paragonarmi a una Billie Holiday bianca o a una patrizia. Devo dire che le sue parole sono sempre garbate. A casa, mia madre si è preoccupata parecchio, pensando erroneamente che avrei potuto fare questo passo senza avvisarla, in chiesa il prete mi ha scambiato per la sposa anche se era chiaro come la luce del giorno che non potevo essere io, visto che non avevo il velo, e a Calogero è venuto un colpo.  Spero tanto che la sposa non mi abbia odiato perché in fondo è stata la più bella e io ho solo interpretato un ruolo.

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Rumors

26/08/2017|  Regno delle Due Sicilie
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  – Italiano –

Corrono voci che Calogero vada in giro per Palermo con la marocchina. Tutte le sere, dopo che finisce di lavorare, va a casa, si fa una doccia veloce e a una cert’ora lo si vede arrivare in uno di quei quartieri malfamati della città che non sembrano neanche veri per quanto brutti. Una ragazza mora con capelli scuri e gambe di gazzella scende da un palazzo a cinque piani con la facciata ancora al grezzo (senza intonaco per intenderci) e sale nella sua macchina nuova. Le voci dicono che la ragazza sia povera e che lui la tratti come se fosse un trofeo. Un amico mi ha scritto dicendo che li aveva visti uscire mano nella mano da un ristorante del centro e perdersi nella notte stellata. Quando ho letto, sono rimasta immobile come un palma in mezzo al deserto, ho sentito una pesantezza sulle spalle come se tutto il cielo mi fosse caduto addosso e le parole sembravano pallottole di piombo.

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Un lungo cammino

09/07/2017|  Wonderland
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Italiano:

Ieri notte c’era la luna piena e Stellina non dormiva. Se n’è stata sveglia per ore a guardare le nebulose vie dell’universo unirsi, intrecciarsi, separarsi così come anche il suo destino tante volte lo aveva fatto con i destini delle persone che aveva conosciuto. Si è addormentata pensando a quello che le aveva detto Maria Teresa in serata, pensiero che, sul lungo cammino della notte, sarebbe diventato convinzione.

Allora non c’era nessun dubbio, era stato proprio Calogero a scrivere quella lettera  – per un lungo periodo di tempo Stellina aveva pensato che era un’invenzione di Maria Teresa – e se lo aveva fatto, era perché la amava ancora. 

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Bidduzza mia

19/04/2017|  Wonderland
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Italiano

“Ho provato ad amare un altra donna e anche se l’ho voluto, non ci sono mai riuscito. Ritornando da Bruxelles, ho capito, per una strana coincidenza, che in tutti questi anni se ho amato qualcuna, quella sei stata tu. Così, prima di proseguire per Palermo, mi sono fermato a Pisa, ho preso un taxi e sono venuto sotto casa tua. Sono stato seduto in macchina fino all’alba, con te, addormentata al piano di sopra e con la pineta buia accanto. In giardino i fiori che avevi appena piantato si stavano aprendo, tu eri appena passata da lì, lo sentivo dal profumo che avevi lasciato tra gli alberi di magnolia e dalle orme dei tuoi passi sull’erba appena tagliata. Ho immaginato il sonno leggero dietro le persiane chiuse della finestra e il tuo cuore battere nel buio e il pensiero mi ha rasserenato.

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Are you happy now…?

09/04/2017|   Italy
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IT: Calogero. Calogero non vuole diventare un ricordo.

Venni a sapere da Maria-Teresa che era tornato da Bruxelles subito dopo le feste. “Con tanti bei propositi” disse lei. Sembrava molto convinta quando era venuta a trovarmi, a febbraio se non sbaglio, portandosi dietro una lettera che lui aveva scritto per me dicendo che avrei dovuto aprirla solo dopo che lei fossse tornata a casa.

Era scritta  a mano – questa gente scrive ancora a mano – con lettere nere e nervose che perforavano la carta bianca, prendevano la forma dei pensieri e diventavano parole, ripensamenti e di nuovo parole. “L’ha scritta il giorno dopo che è tornato a casa” almeno così sosteneva lei.

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