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I Diari di Stellina

Maria Teresa

Cangiamenti

07/12/2018|  
stellina conta-storie

Ci stanno dei cangiamenti nella vita di Maria Teresa; di quelli che trasformano, travolgono, sfasciano destini, e come le più terribili rivoluzioni, conducono a un nuovo ordine delle cose. Questi cangiamenti, sono sicura, porteranno tanta gioia ma anche tanto scompiglio nel suo piccolo mondo sconvolto già da tanti avvenimenti a dir poco sconcertanti eppure non sembra affatto preoccupata. Mi è rimasto impresso il suo viso sereno e un sorriso serafico quando, una sera che stavamo passeggiando per Forte, le ho chiesto se aveva comunicato la notizia a papà e lei ha risposto che il vecchio non meritava di sapere. Quelle parole, dette nella luce soave della sera gravavano tanto sulla realtà quanto la volta del cielo sulle spalle di Atlantide e non lasciavano intravvedere alcun spiraglio di speranza per la rappacificazione tra padre e figlia, come avrei tanto voluto io…. 

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Maria Teresa

Addio

19/11/2018|  
le storie di stellina

L’addio fu l’atto finale di un dramma annunciato e quella sera non dormii affatto. Domenico se ne andò sbattendo la porta, lasciandoci con l’eco dei suoi presagi che rimbombavano nella stanza come le campane di una chiesa sconsacrata e in uno stato d’ansia terribile; a me perché conoscevo Maria Teresa da poco, credo meno di un anno, poi non ero abituata a vedere, tantomeno partecipare alle tragedie familiari altrui; a Maria Teresa, perché non sapeva cosa aspettarsi dopo la lite furibonda con il fidanzato e tutte quelle parole che erano uscite dalla loro bocca, sbrindellando i cuori come dei proiettili d’acciaio e ferendo a morte l’uomo. Lei era ancora in piedi.

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Stellina aka Gioia

Gioie e dolori

09/11/2018|  
storie noir

“Quando una donna ha al suo fianco un uomo come papà o come Calogero, deve essere consapevole che la sua vita non è come la vita degli altri” diceva Maria Teresa.

“E’ una vita solitaria perché l’uomo a cui si è unita si vede di rado o addirittura non c’è mai e la gente che ha intorno o la guarda circospetta o la odia. Un giorno può succedere che lui se ne debba andare per ritornare dopo anni quando lei è già invecchiata e i figli che ha cresciuto da sola, abbastanza grandi da discernere da soli se ribellarsi o no. A volte non torna più o torna con i piedi in avanti e lei si deve vestire di nero e onorare il suo nome per i giorni che le restano da vivere.

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Maria Teresa

La proposta

28/10/2018|  
maria teresa

Ai tempi della proposta, Maria Teresa era soltanto una ragazza che non sapeva niente dell’amore e il suo cuore non aveva mai battuto per nessuno. Le cose andarono così.

Papà aveva un compare, non so dirvi con precisione se si erano veramente tenuti i figli a battesimo oppure custodivano una grande amicizia, io non ho mai capito il vero significato della parola. Un giorno il compare le propose d’imparentarsi, datto che lui aveva dei figli e che Maria Teresa era ancora libera, e papà si senti onorato quindi accolse la proposta con grande entusiasmo e senza chiedere alla figlia se fosse d’accordo o no. Il figlio piccolo del compare, lo chiamerò Domenico, di qualche anno più grande di Maria Teresa, era riservato e pure molto innamorato perché, ecco, la ragazza, aldilà della sua bellezza classica, aveva un certo fascino. Ancora oggi, quando cammino con lei per la strada, guardo divertita gli uomini come la sfiorano con lo sguardo; c’è chi rimane addirittura folgorato e chi si ferma per fare i complimenti. Domenico, compagno di scuola di Santo, il fratello maggiore di Maria Teresa, s’invaghì di lei forse una sera quando quest’ultimo la portò a ballare (da adolescente, Maria Teresa poteva uscire solo se accompagnata da uno dei suoi tre fratelli) e lei, incontrando un gruppo di amiche, si allontanò senza avvisare. Quando Santo si accorse che la sorella non era più nei paraggi, chiese a Domenico di accompagnarlo e la cercaronò per tutta la notte nei posti più conosciuti della città. Solo verso la mattina la trovarono, a una festa di una delle sue amiche, abbracciata in un angolo buio della casa con un ragazzino che le stava accarezzando le cosce e il cui padre era uno sbirro e questo non si era mai visto nella sua famiglia. Prima che i due giovani si rendessero conto di quello che stava succedendo, il fratello di Maria Teresa la strappò dalle braccia del ragazzo, che per lo spavento si svegliò dalla sbornia che aveva preso bisbigliando un timido “scusate” e la trascinò in macchina. Sulla strada di ritorno a casa, mentre Santo la stava redarguendo, Maria Teresa non diceva una parola e Domenico se ne innamorò; sarà stato per quello sguardo fiero che non chiedeva perdono o forse per quel corpo tenero che sedeva intrapolato sul sedile posteriore della macchina in silenzio. Da allora cominciò a osservarla con attenzione e crescente ammirazione, e le occasioni di starle vicino non mancarono, visto che oramai era diventato l’ombra del fratello. E quando si convinse che era lei la donna che voleva accanto nella buona e nella cattiva sorte, lo comunicò al padre. In pochi giorni i giochi furono fatti e tutti furono contenti. Ma come succede spesso in questi casi, non fu una storia con lieto fine.

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Maria Teresa

Nata a Palermo

14/10/2018|  
stellina story teller

Esattamente due settimane fa.

Stiamo camminando insieme per le vie centrali di Roma, a passo lento, senza allontanarci mai troppo dalla piazza San Lorenzo in Lucina, dove Maria Teresa ha stabilito il suo quartier generale oramai da più di quattro mesi. Stiamo percorrendo via Borgognona ma il suo cuore batte ancora per Palermo. Con la testa è ancora là, in via Maqueda, dove si recava almeno una volta alla settimana in uno dei palazzi diroccati a salutare una sua amica storica e a fare, poi, il giro dei negozi. L’unica nostalgia che non riesce a nascondere quando la guardi negli occhi, il punto debole quando si mette a parlare, la linfa che le circola nelle vene. Infatti se le parli bene di Palermo, ti amerà per sempre, se le parli male, ti odierà perché l’unica che si può permettere di parlare male della sua città è lei. Mi viene difficile pensare che qualche anno fa sentiva solo un impellente bisogno di liberarsi dalle invisibili catene che la tenevano legata a Palermo, alla sua famiglia, per la quale si sarebbe comunque buttata nelle fiamme dell’inferno se glielo avessero chiesto, alle tradizioni che essa conservava. Un bisogno tanto forte che di notte la faceva sognare mondi lontani e gente sconosciuta che l’accoglieva senza chiederle chi fosse e da dove venisse; di giorno invece, quando tornava con i piedi per terra, pur non sapendo ancora bene cosa volesse fare della la sua vita, sapeva quello che non voleva: non voleva vivere più a Palermo. Ora tutto è cambiato e lei vorrebbe tornarsene a casa ma questo vuol dire riappacificarsi con papà. 

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