Maria Teresa

An Italian affair

18/09/2016|  in a house on the beach
blogger diaries an italian affair fotografia bianco e nero by The Italian Glam

  – IT  – 

circa venti giorni fa

Quattro giorni insieme.  Solo io, lei e il mare che si vedeva dal giardino – un pezzo di spiaggia privata riparata dagli sguardi dei passanti da un muro altissimo, al suo interno crescevano indisturbate piante secolari di buganvillea, agavi giganti e altri arbusti tipici della vegetazione mediterranea che ci proteggevano dal sole ma di cui ignoravo il nome, tra di loro antiche colonne di pietra si innalzavano verso il cielo, sculture classiche e moderne spuntavano ad ogni passo insieme a pezzi di navi affondate, recuperati nel mare antistante e oggetti di ogni genere che sempre il mare, negli anni, aveva portato a riva.  Mi ha raccontato dopo che era stato il marito di sua zia, uno dei pittori informali più conosciuti negli anni ’70-’80, a creare questo particolarissimo museo all’aria aperta. In fondo al giardino, immersa nel verde, una casa di fine 800 a due piani quasi abbandonata, nella quale c’era abbastanza posto per nascondersi e lei che rianimava ogni angolo con la sua voce e le sue risate.

Mi ha fatto passare quattro giorni e quattro notti bellissimi, come tutte le altre volte quando veniva a trovarmi.

Avreste dovuto vederla e ve l’avrei fatta vedere se non fosse per la sua reticenza ma sopratutto per la delicatissima situazione in cui si trovava da un paio d’anni la sua famiglia e alla quale lei si doveva adeguare.

Era partita per Reggio senza dire niente a nessuno e un giorno, mentre stavamo camminando sulla spiaggia, disse “mi hai fatto venire in terra nemica”; parole incomprensibili che mi misero un’agitazione terribile addosso. Per quattro giorni e quattro notti non è mai uscita di casa. Io mi alzavo presto la mattina e la lasciavo dormire, immersa tra i cuscini nell’immenso letto a baldacchino, scendevo in città e quando tornavo, con brioches ancora calde e il giornale, la trovavo seduta sul terrazzo, in attesa della colazione, fresca e profumata come i gigli appena tagliati all’inizio dell’estate. Poi ci mettevamo in costume da bagno e andavamo sulla spiaggia deserta a prendere il sole e a lasciarsi spettinare dal vento fino a quando non sentivamo la campana della chiesa più vicina suonare per mezzogiorno. Da queste parti è ancora la campana a scandire le ore canoniche. Nel pomeriggio eravamo in giardino a leggere o a curiosare in una stanza buia dove decine di tele accatastate aspettavano di essere spolverate. Lo studio dell’artista pensai io.

“Andiamo in città domani…” le chiesi il terzo giorno. Maria-Teresa mi girò le spalle e con la faccia rivolta verso la finestra che dava sul mare mi raccontò perché questa cosa non sarebbe mai successa. “Ti ricordi la storia di mio fratello S., te l’avevo detto che era morto in un incidente. La verità è che gli hanno sparato qui, al porto, una sera di tanti anni fa. L’avevano mandato a portare i regali di nozze a una nostra cugina che si stava per sposare. Non ti dico cosa ha fatto mio padre dopo perché non lo so ma noi non siamo usciti di casa per diversi mesi dopo il funerale e per un anno non siamo andati a scuola. Poi per anni lui ci mandò in giro accompagnati e ad un certo punto decise di mandarmi a studiare fuori. Ora capisci perché non sarei dovuta venire qui.” 

Quel giorno, per tutto il pomeriggio non ho fatto altro che pensare a quella storia che lei mi aveva raccontato. Se le fosse successo qualcosa, qualsiasi cosa, suo padre non me l’avrebbe mai perdonato e nemmeno io. 

“Tu perché non sei venuta da noi?” mi chiese poi. A lei non potevo mentire, le dovetti dire la verità e la verità era che avevo paura. Paura di quello che sarebbe potuto succedere una volta arrivata in casa loro, se lei mi avesse lasciata da sola con Calogero….

L’ultima notte passata insieme ho fatto degli incubi. Maria-Teresa con il volto insanguinato giaceva nelle mie braccia e io piangevo. Quando ho aperto gli occhi, lei era accanto a me, sdraiata su un fianco, serena, la pelle leggermente dorata brillava sotto i raggi discreti della luna;  ho passato quello che era rimasto della notte ascoltando il respiro leggerissimo e i battiti regolari del suo cuore come se fossero una ninna nanna, la più bella che io abbia mai sentito. La mattina dopo mi sono promessa di non farla entrare mai a Reggio.

  –  EN –

about three weeks ago

We spent four days together. Just me, her and the sea a few steps away from the garden – a sort of private beach surrounded by high walls – so that nobody could see what was happening inside – where secular Bougainvillea trees, giant agaves and other Mediterranean trees of which she taught me the common names were growing wild and they would protect us from the sun. Among them, ancient stone columns rising to the sky, classic and modern sculptures showing up at every step along with pieces of sunk ships and different objects the sea, over the years, had brought ashore. It was her aunt’s husband, one of the most popular informal painters in the 70’s and 80’s, to create this very special open-air museum. In the middle of all this, an abandoned late ‘800 villa surrounded by greenery in which there was enough place to hide from the strangers eyes and she would bring back to life every corner of it with her crystal clear voice.

Four beautiful days and nights, away from him, her father, Calogero and the rest of the world….

You should have seen her and I would have taken her pictures if it wasn’t more for her family’s troubles she had to deal with than for her personal reticence…

One day we were walking on the beach when she told me how she had run away from home without telling her family and came in enemy land for me. It was enough to set the world on fire and keep me from sleeping. For four days and four nights she never left home. I would wake up early and go in the city while she was still sleeping, drowned in pillows on the antique four-poster bed, I would buy her freshly baked brioches and newspapers and find her seated in the terrace smelling like snow-white lilies in early summer waiting for me to have breakfast. Then we would put on black bathing suits and go down the deserted beach and let the wind blow through our uncombed hair until the bell of the nearest church reached us at noon. We would spend long afternoons re-reading books in the garden or searching for treasures in a dark room where thousands of paintings were waiting for a new life. The painter studio I thought.

“Let’s go in the city tomorrow …” I asked her on the third day. And she explained to me why this thing couldn’t have happened. “Do you remember my brother S., I told you he had died in a car crash. The truth is he was shot here in the dock area many years ago. He was carrying the wedding gifts to our cousin who was getting married. I’m not gonna tell you what my father did after cause I don’t know but we stayed home for several months after the funeral and never went to school. For years we’ve been escorted and then papà decided to send me to Pisa. Now you know why I should have never come here. “

That day I couldn’t help thinking about the story she had told me. I actually did recall some strange things about her when we were living in Pisa.

 Anything had happened to her, his father would have never forgiven me and myself neither.

” But you, why didn’t you come to Sicily?” she then asked. I couldn’t lie, not to her so I told her the truth, that I was afraid. Afraid of what could have happened once I was there, if she has let me alone with Calogero in the room…

The last night I had nightmares. Maria-Teresa was bleeding in my arms and I was crying. When I opened my eyes, she was lying on her side of bed, the golden tan skin was glowing in the solemn moonlight, listen to the lightly breathing and the rhythmic heart beats was the sweetest lullaby I have ever heard before. The next morning I promised myself to never let her come again to Reggio.


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PH: Maria-Teresa

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24 Comments

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    Reply shamuboo 18/09/2016 at 7:47 am

    Such a sad and yet beautiful tale, so full of soul and compassion. The sometimes terrible secrets we keep. You look incredible in your outfit. The way the material clings to your sexy thighs reminds me almost of tights, what a sight that would be! And the outfit is so sensual I easily drift off into imaging you wearing it on a bed, spread wide and feeling fantastic pleasure. Wow! Kisses

    All Things Bright and Lovely

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    Reply Paola Lauretano 18/09/2016 at 8:21 pm

    Passione, sensualità, emozioni… tutto questo nei tuoi racconti e nelle splendide immagini!
    Kisses, Paola.

    Expressyourself

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    Reply alessandra 18/09/2016 at 9:48 pm

    Tropp bella e elegante, adoro il costume
    http://www.alessandrastyle.com

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    Reply Julia Pepper 18/09/2016 at 10:03 pm

    E’ cosi toccante questo racconto che mi ha fatto venire i brividi….
    Stupenda la descrizione e le immagini come sempre da volar via ✨✨✨✨✨

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    Reply Coco 18/09/2016 at 10:57 pm

    Che storia intensa e che abito stupendo! Baci, Valeria – Coco et La vie en rose FASHION & BEAUTY

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    Reply Franci 19/09/2016 at 9:24 am

    Un racconto molto coinvolgente e foto come sempre strepitose, davvero molto sensuali.
    Un bacione! 💕 F.

    La Civetta Stilosa

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    Reply Pam 19/09/2016 at 1:03 pm

    these shots are so dramatic! Love the outfit you chose too! Enjoy the rest of summer!
    Pam xo/ Pam Scalfi♥

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    Reply Paola Lauretano 19/09/2016 at 2:53 pm

    Buon inizio settimana splendore!!!
    Kisses, Paola.

    Expressyourself

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    Reply Unhas 19/09/2016 at 4:24 pm

    Amazing article, loved!
    Perfect photos!

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    Reply Sophie 19/09/2016 at 5:11 pm

    I’m loving the pictures. They’re so great. So beautiful.
    http://sophieatieno.com

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    Reply Sabrina 19/09/2016 at 11:59 pm

    parole splendide, ho letto con molto piacere questo post
    un abbraccio
    S.

    Patchwork à Porter

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    Reply little fairy fashion 20/09/2016 at 6:46 am

    Wow….quanta passione in questo racconto. Kiss
    Ora sul mio blog http://www.littlefairyfashion.com “Un’allegra brigata di sei TRUDI by Bund!”

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    Reply Concetta 20/09/2016 at 11:44 am

    I tuoi sono sempre racconti travolgenti ed emozionanti!
    Le immagini idem.
    Baci
    http://www.mammachefashion.com

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    Reply Shopping Lady 20/09/2016 at 8:55 pm

    Tu sei stupenda e i tuoi racconti sempre così coinvolgenti!

    Shopping Girls

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    Reply thechilicool 21/09/2016 at 12:25 pm

    Bellissimo questo racconto!
    Alessia
    Thechilicool

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    Reply Elisa 21/09/2016 at 12:52 pm

    Che abito meraviglioso 🙂
    xx Elisa
    http://www.francinesplacediy.blogspot.com
    DIY & LIFESTYLE BLOG

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    Reply carla 21/09/2016 at 3:01 pm

    Wow che foto meravigliose!!! Approdo sul tuo sito da un altro sito! Felice di averti “scoperta”!!!

  • Reply Intermezzo. For her - The Italian GlamThe Italian Glam 25/10/2016 at 11:26 am

    […] don’t know who Maria-Teresa is? read here and here […]

  • Reply story of my life Incubi - more on The Italian GlamThe Italian Glam 02/11/2016 at 5:26 pm

    […] who is Maria-Teresa? read more about her here and here […]

  • Reply Story of my life One night with Maria-Teresa in MilanThe Italian Glam 17/11/2016 at 2:51 pm

    […] read more about her here […]

  • Reply Story of my life Risoluzioni cortometraggioThe Italian Glam 16/01/2017 at 11:53 am

    […] here more about Maria-Teresa / leggi qui chi è […]

  • Reply Bedtime stories - this is #thestoryofmylifeThe Italian Glam 16/01/2017 at 3:03 pm

    […] tornata e ho ancora il profumo di Maria-Teresa addosso, me lo sento impregnato nei capelli spettinati appoggiati sul cuscino e nei vestiti che mi […]

  • Reply Doni 26 maggio - leggi i racconti fashion di Stellina sul blogThe Italian Glam 04/06/2017 at 12:26 am

    […] is Maria Teresa/ chi è Maria […]

  • Reply Italian fashion stories - Amore - leggi i racconti di Stellina sul blogThe Italian Glam 19/06/2017 at 7:41 pm

    […] storia di Maria Teresa qui e […]

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