Stellina aka Gioia

Angelica

15/06/2017|  Catai
a sicilian story angelica by stellina vestito fausto puglisi

Italiano:

“Con loro sei al sicuro”.  Orlando e Rinaldo, i suoi cavalieri che un giorno, quando si mise a leggere i versi preferiti dell’Orlando Furioso, aveva affidato a me. Dei piccolissimi pupi in argento con lancia e scudo che sembrano essere sempre in guardia e pronti al sacrificio finale per Angelica e per il suo amore. Papà li aveva regalati a Maria Teresa il giorno che la sentì maledire la terra dov’era nata implorando il cielo di poter cambiare il suo destino e di rinascere magari da un’altra parte. Un grande dispiacere per lui vederla soffrire e sapere di essere in parte colpevole per aver fatto troppo o troppo poco e tuttavia tentava con ogni mezzo di soffocare dentro quella ostilità che la figlia aveva sempre manifestato verso le impegnative tradizioni isolane e familiari e far emergere in lei – come nei figli maschi – l’orgoglio di fare parte di una famiglia i cui avi sembravano essere stati dei veri cavalieri sbarcati in Sicilia con un re venuto per conquistare, orgoglio di cui si nutriva la sua anima come il suo ridondante corpo. Ecco, non mi ricordo bene di quale re si stesse parlando ma mi ricordo vagamente i discorsi che papà faceva a volte a tavola; comunque si tratta di una storia antica.

Ritornando ai cavalieri, un’estate di molti anni fa, in quel periodo quando io andavo ancora a Palermo, a casa loro, successe questo…

Era quel mese quando ancora, alle dieci di sera, la luce si dimena tra il giorno e la notte. Avevamo appena cenato e stavamo per iniziare il dolce – pasticcini assortiti di pasta di mandorle che venivano da una famosa pasticeria della città che era della famiglia di colui che era stato promesso a Maria Teresa – quando papà le disse di portarmi in piazza e farmi vedere i fuochi. Si, a Palermo erano giorni di festa – la festa della padrona della città – e la città stessa era inquieta. 

In venti minuti eravamo in città. Scendemmo dalla macchina in un vicolo buio e ci incamminammo per una stradina in discesa da dove si intravedeva lo scorcio del campanile di una chiesa il cui involucro azzurro con strice gialle brillava sotto i raggi della luna come un uovo Fabergé. Andavamo piano, quasi come se non avessimo avuto una meta, la gente baldanzosa ci passava accanto e il baccano si faceva sempre più vicino, segno che non dovevamo essere lontani dalla festa. La scia di una musica orientale arrivava con il vento e si mescolava con i boati, strilli di bambini felici coprivano la musica sacra della cattedrale, affogandola e noi ascoltavamo.

Quando fummo nella piazza centrale della città il festino era all’acme. Maria Teresa andava avanti facendomi strada tra la gente e ogni tanto mi prendeva per la mano e mi trascinava dietro mentre io guardavo intorno con gli occhi di un forestiero. Mi è sembrato a un certo punto di intravedere un carro dorato con la statua di una donna distesa dinanzi alla quale la gente si prostrava e Maria Teresa mi spiegò che era colei per la quale si faceva tutta quella festa.

Dopo i fuochi, ritornando alla macchina, lei si fermò in una stradina e mi disse “ora ti farò vedere una cosa che non hai mai visto…” e spari in un giardinetto appartato, delimitato dalla strada da una fila di bouganville in fiore. Al suo interno c’era della gente seduta che ascoltava. Davanti a loro su un piccolo palco improvvisato in stile medievale, un personaggio di nome Rinaldo stava combattendo con spada e scudo contro un saraceno per l’amore di una certa Angelica.  Altri pupi si alternavano sulla scena ma il dominatore era Orlando, un cavalier che faceva strage di saraceni.  Io guardavo ammirata trattenendo il fiato, quasi con timore: i saraceni mi hanno sempre fatto paura.

Quella sera, quando tornammo a casa, mentre andavo a letto mi venne in mente che la scena dei pupi l’avevo vista prima in un film degli anni ’70 nel quale i personaggi parlavano un certo dialetto che non capivo ma che m’incuriosiva perché sembrava una cantilena. E che la vita a casa di Maria Teresa era proprio come in quel film. 

Ieri mi ha chiesto che fine aveva fatto il vestito che mi regalò per Natale. La verità è che non l’ho mai indossato. Le era sfuggito che in quell’ocasione aveva comprato tre vestiti : uno di Dolce & Gabbana per lei, uno di Fausto Puglisi per me e un altro per non si sa chi. 

 

 

 

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Stellina wore:

Fausto Puglisi dress  Giuseppe Zanotti pumps   Maria Teresa’s earrings

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5 Comments

  • Reply Paola Lauretano 15/06/2017 at 10:38 pm

    Semplicemente meraviglioso questo abito!
    Kisses, Paola.
    Expressyourself

  • Reply little fairy fashion 16/06/2017 at 7:36 am

    Quanta magia nel tuo racconto e nelle tue foto/video. Kiss
    Nuovo post “Abito da cerimonia Yclù. Fiori rossi e un accessorio che fa la differenza.” ora su http://www.littlefairyfashion.com

  • Reply carmen vecchio 16/06/2017 at 2:56 pm

    bellissima
    Mrs NoOne

  • Reply Lizzy 17/06/2017 at 11:53 am

    bellissimo questo post…

  • Reply Fashionably Idu 19/06/2017 at 4:06 pm

    I enjoy your stories so much. You look stunning my darling.

    http://www.fashionablyidu.com/

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    Risolvi l'enigma... *