Stellina's diaries

Strange fruit

25/07/2017|  Wonderland
italian fashion stories by stellina top john richmond gonna pizzo zara

  – Italiano –

    Primo pomeriggio di un lunedì di luglio, il giorno in cui ho ascoltato per la prima volta una vecchia canzone di Billie Holiday rifatta da Beth Hart e mi sono commossa per il tono della sua voce prima ancora di capire le parole, lo stesso giorno in cui ho indossato, sempre per la prima volta, il top di John Richmond trovato nell’angolo di un outlet di provincia dove l’unica cosa decente che ho visto a parte questo, dopo ore di perlustrazione, era un paio di decolleté tacco 5 di Bally che avrei portato volentieri in autunno e la merce in vendita – che si poteva chiamare tranquilamente spazzatura  – sapeva di muffa. Io ho sempre detto che amavo gli outlet ma questo posto somigliava più a un punto raccolta della Caritas che a un negozio d’abbigliamento. Non so neanche come sia capitata lì….

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Stellina's diaries

Pizzo

18/07/2017|  Wonderland
pizzo italian fashion stories by stellina cappello rosso top zara

– Italiano –

Secondo lui, le donne volgari si riconoscono da due cose: tacchi troppo alti e unghie troppo lunghe dipinte in colori troppo sgargianti. “Il bello è che, quando lo fanno, non si rendono nemmeno conto di quanto lontano siano da quello che nella moda viene codificato come stile”. Lo dice tutte le volte quando queste atrocità estetiche gli passano davanti agli occhi e talvolta aggiunge con aria divertita “è chiaro che la signora non ha studiato dalle orsoline”.  All’inizio, quando lo sentivo dire così, pensavo che le sue osservazioni dovevano essere un residuo dell’educazione cattolica e tradizionalista che gli era stata impartita e avevano lo scopo di disarmare me delle più rozze intenzioni. Poi ho cominciato a dargli ragione. Quindi, ragazze, ricordatevi: tacchi bassi e unghie corte….

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Shop with Stellina

Due volte alla settimana

14/07/2017|  a casa
philips beauty donna cura dei capelli

Italiano:

Sulla cura dei capelli, ecco,  Stellina ha sempre pensato che ci sarebbero tante cose da dire e molti miti da sfatare. Questo pensiero le torna in mente tutte le volte che percorre gli scaffali dei supermercati pieni di prodotti cosmetici che promettono capelli finissimi, morbidissimi e pieni di salute, a volte inutili, a volte dannosi se non addiritura tossici. Tante legende metropolitane.

La verità, che pochi dicono, è che ci vuole poco per avere dei capelli bellissimi. La prima regola, secondo Stellina, è anche la più semplice: non aggredirli. Poi un buono shampoo (possibilmente bio e senza conservanti, parabeni e altre schifezze del genere, sostanze che sono presenti nella maggior parte dei prodotti che si trovano sul mercato). Lei usa da diversi anni lo shampoo ristrutturante ai semi di lino della Kelémata ( il migliore della gamma) oppure Aveda, un pettine e un asciugacapelli professionale. Dentro lo shampoo aggiunge dieci gocce di olio essenziale di limone e 50 gocce di soluzione idroalcolica di arctium lappa. Per quello che riguarda gli asciugacapelli, in questo periodo Stellina sta utilizzando un asciugacapelli Philips. Le piace questo modello della Philips perché ha un flusso d’aria potente, asciuga rapidamente, rendendo i capelli lucidi e morbidi senza danneggiarli (e i suoi sono tanto fragili), e soprattutto non li secca grazie agli elementi in ceramica che emettono calore a infrarossi. Almeno così dicono loro. 

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Stellina's diaries

Un lungo cammino

09/07/2017|  Wonderland
a sicilian story by stellina

Italiano:

Ieri notte c’era la luna piena e Stellina non dormiva. Se n’è stata sveglia per ore a guardare le nebulose vie dell’universo unirsi, intrecciarsi, separarsi così come anche il suo destino tante volte lo aveva fatto con i destini delle persone che aveva conosciuto. Si è addormentata pensando a quello che le aveva detto Maria Teresa in serata, pensiero che, sul lungo cammino della notte, sarebbe diventato convinzione.

Allora non c’era nessun dubbio, era stato proprio Calogero a scrivere quella lettera  – per un lungo periodo di tempo Stellina aveva pensato che era un’invenzione di Maria Teresa – e se lo aveva fatto, era perché la amava ancora. 

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Perché Stellina

03/07/2017|  
italian fashion stories by stellina top zara

Italiano:

Venerdì, prima di uscire di casa. Apro l’armadio e mi rendo conto che non ho niente da mettere. In questi casi c’è Zara. Solo che entrare in un vestito di Zara quando fuori fa caldo è come entrare in una sauna. Sto cominciando a ragionare come Maria Teresa anche se mio padre non vende tonnellate di pesce e non mi vestiva in Dolce & Gabbana da quando ero piccola. Questa non è una cosa buona, dice lui (quando dico lui, non intendo papà…).

Qualche ora più tardi, sono seduta su una panchina di una piazza di cui non conosco il nome ad aspettare una persona che non ho mai visto e, guardando le lancette dell’orologio, mi rendo conto di essere arrivata in anticipo. Intorno a me il mondo sta vivendo le lunghissime ore estive con affanno. Nonne accovacciate seguono con apprensione i girotondi dei bambini rumorosi, gente affrettata taglia la piazza con passi svelti, altra gente si ripara all’ombra e io cerco di ingannare il tempo con il libro che trovo, tra le altre cose, nella borsa: Il Gattopardo. Lo apro con la stessa emozione con la quale l’avevo fatto la prima volta, scorro le pagine con righe sottolineate a matita e li vedo davanti, i suoi personaggi, ognuno pronto a rivivere la sua storia: don Fabrizio, il principe, colui che accoglie tutti sotto le sue ali protettrici, l’amatissimo nipote Tancredi,  la bellissima Angelica, le figlie Concetta e Carolina, padre Pirrone, persino il cane Bendicò e quel re Ferdinando a cui manca la forza di imporsi.  Piccoli pezzi di carta segnano i punti in cui la lettura mi piacque di più, li ripasso uno alla volta, rileggo e improvvisamente mi ricordo perché mi chiamarono Stellina. Per adesso vi posso dire che è colpa del principe. Ma vi prometto che ritornerò sull’argomento.

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