Calogero

Preghiera

13/07/2019|  italy
stellina story-teller

A migliaia di kilometri lontano da qui, da qualche parte sulla costa settentrionale della Sicilia, in una casa con muri spessi e finestre chiuse, Calogero sta soffrendo le pene dell’inferno. Maria Teresa dice che non c’è più niente da fare. Sento un dolore lancinante dentro, come se qualcuno mi stesse lentamente segando il cuore con una sega finissima. 

Ora solo tu ci puoi aiutare. Aiutaci e farò tutto quello che mi chiederai…

preghiera per Calogero dramma stellina e la famiglia

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Maria Teresa

Cuore sacro

15/06/2019|  
stellina storyteller

Dieci giorni dopo l’incontro con papà, me ne andai a Roma da Maria Teresa. C’erano tanti motivi per cui andare a trovarla e il più importante era certo legato all’arrivo di Angelica, la bambina che aveva partorito proprio in quei giorni in cui io mi trovavo in Sicilia e alla quale volevo assolutamente dare il benvenuto. Dovevo poi portare un ambasciata da parte di papà e avevo bisogno di chiedere a Maria Teresa alcune spiegazioni sulla storia dei giornali di marzo che mi avevano arrovellato il cervello per diversi giorni e notti. Avevo bisogno di risposte chiare, schiette, in grado di sciogliere ogni dubbio che era nel frattempo germogliato nell’abisso solitario della mente.

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papà

L’undicesimo comandamento

18/05/2019|  
stellina storyteller

Secondo papà l’undicesimo comandamento richiede di non ostentare. Egli è convinto che l’ostentazione è la virtù dei deboli e ascoltandolo nelle sue argomentazioni non gli si potrebbe dare torto. Questa regola, insieme agli altre dieci, fa parte di un antico decalogo che i membri della famiglia osservano con devozione. Ma le malelingue dicono che papà in realtà ha qualcosa da nascondereCerto, ci è voluto del tempo a Maria Teresa per capire che non era buona creanza andare in giro agghindata come una sposa nel giorno del matrimonio perché questo senz’altro avrebbe attirato tanti occhi su di lei. 

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papà

Caltagirone

04/05/2019|  
stellina in sicilia

“In che direzione per Caltagirone, signora?” chiesi allo sportello una volta usciti dall’autostrada che veniva da Catania. Rispose una matrona con voce grave: “per Caltagirone a destra! Poi ci sono le indicazioni….” e nel modo in cui lo disse – la “l” non l’ho neanche sentita mentre la “r” venne inghiottita da una “o” lunga diversi secondi – si sentì subito che era una del posto, insomma. Realizzai allora che mi piaceva proprio ascoltarli, stare in mezzo a loro. Certo sono persone difficili i siciliani; devi prenderli con le pinze e stare attento a quello che dici la prima volta che li incontri perché da quello dipende tutto il prosieguo ma è gente intraprendente – nel bene e nel male – operosa e di parola.  Molti di loro sono schivi e orgogliosi, tratti che, secondo me, sono da collegare alla loro storia. Come a volte dice papà: “tutti vengono qui e pretendono, nessuno mai che ci chiedesse permesso, come se noi, la gente del posto, non contassimo niente…”.

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Calogero

Notizie da Palermo

30/03/2019|  
stellina story-teller

Circa dieci giorni fa chiesi a un amico di Palermo, con cui mi sentivo di tanto in tanto per telefono, i giornali con le notizie della settimana. Una brava persona, onesta e servizievole, che non faceva mai domande – e questo è un grande pregio dei siciliani – sebbene qualche perplessità sui fatti che stavo raccontando ce l’avesse; le nostre conversazioni, più che delle chiacchierate tra amici di vecchia data – che noi no eravamo – erano dei scambi di messaggi in cui c’informavamo a vicenda delle routine quotidiane, del tempo che faceva a Palermo – diceva che questo fu uno di quegli inverni che i palermitani se lo sarebbero ricordato per quanto freddo hanno dovuto sopportare – , delle prossime vacanze da fare, messaggi che finivano sempre con un semplice auspicio di buona giornata. Una volta al mese o anche più di rado lui si metteva da parte una decina di giornali – i tre, quattro più importanti dell’isola, ai quali ultimamente aveva rinunciato a favore del Giornale di Sicilia in quanto gli risultava “il più attendibile se t’interessano le notizie e la cronaca di Palermo”; forse anche il più letto dai palermitani. Li piegava con cura prima di introdurre in una busta di plastica e me li mandava con il corriere. Non capiva molto bene perché ci tenevo ad avere notizie di una città così lontana da me fisicamente ma intuiva che con questo suo gesto mi faceva contenta. E io, come qualsiasi persona innamorata di un luogo – per ragioni che solo in parte avevano una spiegazione logica – aspettavo il postino con emozione e, una volta consegnatami la busta, la aprivo e leggevo le notizie tutte d’un fiato, facendo delle considerazioni o storcendo il naso come se conoscessi davvero le strade, le persone, i fatti e i santi. E quando arrivavo alla fine, mi sentivo come se avessi fatto il bagno in una pozzanghera di fango e sangue che avevo bisogno di rimuovere di dosso. Eppure, diceva papà, in quella melma nascevano e spesso, i più pazienti ricercatori trovavano delle grosse pepite d’oro. Lui era convinto che le risposte a questi grandi misteri dell’evoluzione dell’isola si celavano tutte nella storia non scritta o in quella difficile da reperire che giaceva sugli scaffali impolverati di biblioteche di cui nessuno parlava, e nelle varie teorie antropologiche. “Noi fummo i vinti ma la storia la scrissero i vincitori …. legga, signorina, legga e capirà tante cose…”. 

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